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mercoledì 1 giugno 2011

SALSOMAGGIORE TERME: RAINIERI (LEGA), AUGURI AL SINDACO CARANCINI


“Permettetemi di esprimere grande soddisfazione per il risultato del ballottaggio che ha visto Giovanni Carancini vincere la corsa per diventare primo cittadino di Salsomaggiore Terme. Il Candidato della Lega Nord sostenuto dal Pdl e dalla lista civica Mon Amour ha vinto con il 54% dei consensi  e si appresta ora a raddrizzare un Comune disastrato dalla politica del suo predecessore dove le terme sono a un passo dal crollo e il turismo è solo un lontano ricordo”.
Così Fabio Rainieri, parlamentare parmigiano della Lega Nord commenta l’esito della tornata elettorale che ha portato il centrodestra alla guida del Comune di Salsomaggiore Terme.
“Un ringraziamento va anche all’Udc che al ballottaggio ha deciso di appoggiare il nostro candidato. Ma soprattutto, permettetemi di ringraziare la sezione Salso-Fidenza, la segreteria provinciale e tutti coloro che dal primo giorno di campagna elettorale si sono adoperati per arrivare a questo risultato cosi importante. Insieme a Fidenza e Sorgana, Salsomaggiore Terme crea l’asse del centrodestra nella bassa. Un risultato che abbiamo raggiunto solo grazie al candidato sindaco e alla presenza costante dei diversi esponenti della Lega di Parma che non si sono mai tirati indietro e sono sempre rimasti in mezzo alla gente”.
“Ancora una volta – ha aggiunto -, i cittadini hanno premiato l’umiltà, la disponibilità e la non arroganza del modo di fare politica del Carroccio a discapito di qualche fenomeno che invece di andare in mezzo alla gente ha pensato bene di fare la cosiddetta politica dei salotti facendosi vedere solo quando ci sono i big di partito in zona”.
Dispiace, invece, vedere come qualcuno è sempre pronto a prendersi tutti i meriti fotografici del caso occupando ampio spazio sulle pagine della Gazzetta di Parma che ha estromesso i protagonisti di questa tornata elettorale dalla pagina dedicata a Salsomaggiore, per dare spazio solo ad alcuni. Quando si vince, come sottolinea la lega, si vince tutti, non solo alcuni….”.
“Al sindaco Carancini e alla sua Giunta i miei migliori auguri di buon lavoro con la promessa che il mio appoggio e quello della Lega Nord tutta non verrà mai meno per fare in modo che Salso ritorni ai fasti di un tempo”.

Ufficio Stampa On Rainieri

Da un anonimo al ilpensieroverde ! La Lega torni a fare la Lega !!

È stato triste.
Non mi vengono altre parole.
Sentire tutti quei fischi all’annuncio del nome di ogni politico è stato triste per uno come me che, nel suo piccolo, sta cercando di impegnarsi per cambiare il modo di affrontare i problemi in politica.
Parlo di quanto è successo ieri allo stadio “Ennio Tardini” di Parma in occasione della PARTITA DEL CUORE 2011: é stato triste perché mentre sentivo tutti quei fischi e quei “buuu!” indirizzati ai militanti di ogni schieramento politico, dentro di me sentivo che chi fischiava avrebbe potuto anche aver ragione se solo l’occasione fosse stata diversa.
Non era giusto intristire una serata di beneficienza con fischi polemici verso chi si stava prestando alla causa, almeno per rispetto a ciò che rappresentava la partita, ma è assolutamente condivisibile il malessere che le persone provano quando devono raffrontarsi con l’attuale classe politica.
Al termine di una giornata come quella di ieri poi…
Crolla un partito (diciamo chiaramente che il PdL ha perso pesantemente), sale al Governo di una città evoluta come Milano un’altra coalizione e la sera vai di disordini sotto casa dei vinti.
Ancora prima le bombe carta contro Lettieri a Napoli
Ancora prima gli attacchi di Berlusconi alla magistratura italiana, giusti o sbagliati che siano nel merito, ma fatti nel posto e nell’occasione meno indicata possibile.
Ancora prima gli agguati ai parenti dei politici.
Ancora prima le accuse a Pisapia.
Ancora prima Ruby, i Trans, le ville a Montecarlo…
Ancora prima…
La gente non ne può più delle risse e degli scandali, vuole dei fatti.
Chiariamoci bene, io faccio parte della coalizione che ha perso in quasi tutta Italia (tranne che a Salso!!!!!), ma gli occhi per vedere li ho entrambi.
È ora di impegnarsi di più e parlare di meno, servono idee, serietà ed impegno: deve essere questa la ricetta per riscattarsi agli occhi degli italiani e di tutto il Mondo!

ALLEANZE: RAINIERI (LEGA), A PARMA SARA’ LA LEGA A DECIDERE COSA FARE

Ringrazio il coordinatore provinciale del Pdl,  Luigi Giuseppe Villani, ma credo che la Lega Nord sia grande abbastanza per decidere se, quando, come e a chi fare delle aperture politiche.  A Villani ricordo che abbiamo appena finito una tornata elettorale importante. Ora è il momento di fermarsi e di valutare quello che si deve fare a Parma. Solo a quel punto, sarà la Lega Nord stessa attraverso la propria struttura  a  decidere se intraprendere rapporti con quelle parti politiche che più gli danno garanzie sul programma che il Carroccio proporrà per il comune di Parma o se, invece, così non sarà.
Ancora non si è parlato di programmi. Ecco perché parlare di alleanze è assolutamente prematuro. E comunque, così come è stato posto, il tema è affrontato in maniera errata.  Un movimento che conta oltre il 15% dei consensi può fare valutazioni in assoluta tranquillità e autonomia e non ha certo bisogno che siano gli altri a concedergli la possibilità di fare un cammino insieme.
Nel frattempo, per quello che ci riguarda continueremo ad essere presenti sul territorio e a proporre le nostre linee guida in mezzo alla gente a supporto dei cittadini del Comune di Parma.
Lo dichiara Fabio Rainieri, parlamentare parmigiano della Lega Nord in merito alle dichiarazioni rese dal Coordinatore del Pdl, Luigi Giuseppe Villani in merito a un’apertura del Pdl alla Lega a Parma.

Ufficio Stampa On Rainieri

FA UNA GARA DI BELLEZZA: 19ENNE ISLAMICA LAPIDATA

KIEV - E’ stata lapidata per aver partecipato ad un concorso di bellezza. La 19enne musulmana Katya Koren è stata uccisa in Ucraina, non lontano da casa sua, in un villaggio in Crimea. La ragazzina è stata assassinata per aver violato la Sharia prendendo parte a quel concorso. La polizia sta indagando sulla sua morte, dopo aver trovato il suo corpo straziato dalle pietre sepolto in una foresta. Gli amici della ragazza hanno raccontato che Katya amava indossare vestiti alla moda, e che nel concorso in Ucraina era arrivata settima. Il suo cadavere è stato trovato una settimana dopo la scomparsa. Nel mirino degli agenti ci sono tre giovani musulmani, che l'avrebbero uccisa proclamando che la sua esecuzione era dettata dalla legge islamica. Uno dei tre, Bihal Gaziev, è in arresto e ha raccontato alla polizia che Katya non ha rispettato la Sharia, e che non ha rimorsi per la sua morte.

lunedì 30 maggio 2011

ISLAM, IL FUTURO DELL’EUROPA ?

Secondo alcuni analisti il futuro dell’Europa sarà una totale islamizzazione. Vediamo la situazione attuale:il 7% della popolazione europea è già mussulmana, ma il dato preoccupante è che il tasso di natalità dei seguaci dell’Islam in Europa è 8 volte superiore al nostro. In Franca già si contano 5 milioni di mussulmani, in Germania 3,5 milioni ed in Gran Bretagna 2 milioni. Nel giro di pochi decenni dunque l’Europa sarà un continente a maggioranza mussulmana, ma i tempi potrebbero abbreviarsi se i flussi migratori verso il nostro continente continueranno con questo ritmo. Si prevede che Amsterdam e Rotterdam nei Paesi Bassi già nel 2015 saranno città a maggioranza mussulmana. Un terzo della popolazione di Bruxelles in Belgio è già mussulmana. In molti paesi europei la maggioranza della popolazione sotto i 18 anni è mussulmana. Le Moschee in Europa sono ormai migliaia (nei paesi mussulmani più integralisti è proibito costruire Chiese Cristiane) ed a differenza delle nostre Chiese sono sempre affollate. E si potrebbe continuare all’infinito.
E’ meglio abbandonare l’illusione che i mussulmani possano adattarsi alla nostra civiltà: cosa vedono costoro nel mondo cristiano? Lesbiche, gay, ragazzine che hanno rapporti sessuali a 13 anni, droga, alcool, pedofilia, sesso libero, adulterio istituzionalizzato, ostentazione della nudità etc.etc…Per il seguace dell’Islam il modo Cristiano è opera demoniaca ed il compito del mussulmano è convertire o “distruggere” gli infedeli.
Qual è la forza dell’Islam nei nostri confronti? Ormai la maggioranza dei nostri giovani vive senza ideali, senza cultura. L’unico scopo della loro vita sembra il “divertimento”, “lo sballo”, la discoteca.. I giovani islamici sono decisi, coraggiosi, convinti della giustezza della loro fede: se la situazione continuerà in questo modo l’Europa sarà destinata a soccombere senza bisogno di nessuna guerra santa.
Quando si dice “Mussulmano” si intende un vero seguace dell’Islam. Quando si dice “Cristiano”, nella maggioranza dei casi si intende una persona che conosce vagamente il vangelo ed adotta una religione di comodo per la quale tutto è permesso tanto Dio è Buono e poi ci perdona. Chiarisco che chi scrive questa nota ritiene religioni elementari sia il Cristianesimo che l’Islam perchè si basano sul concetto puerile di un Dio personale: le cose sono in realtà assai più complesse e per avvicinarsi alla verità occorrono conoscenze di Fisica e di Matematica che ormai sono alla portata solo di poche persone.
La responsabilità della Chiesa Cattolica in questa in questa vicenda è enorme: a partire dal Concilio Vaticano II° la Chiesa ha sempre più annacquato la Dottrina cercando di adattarla all’andazzo del mondo occidentale moderno per la paura di perdere fedeli. Per cui la sua forza morale rispetto all’Islam è inesistente.
Un altro fenomeno che pochi considerano sono le conversioni all’Islam di cittadini Europei (specialmente donne), in continuo aumento, grazie soprattutto ai matrimoni misti.
In Italia forse la prima a lanciare questo allarme è stata la scrittrice Oriana Fallaci: “l’orologio della storia è tornato a segnare, forse per la prima volta dal 1683, un rinnovato tentativo di conquista dell’Europa da parte dell’Islam anche se condotto questa volta per linee interne e senza bisogno di un’invasione”.
Concludendo, il quadro non è roseo ed è purtroppo avvalorato dalla scientificità dei dati statistici. Ma per ipocrisia o egoismo o forse menefreghismo molti ancora non vogliono vedere facendo solo del male alle nostre future generazione che un giorno studiando la storia ci malediranno.
Fonte Giuseppe Merlino

Milano, Vendola getta la maschera: "Abbracciamo i rom e i musulmani"

Un comizio che anche Enrico Mentana (non certo berlusconiano), in collegamento dagli studi del tg di La7, stigmatizza con ironia: "E' una fortuna per Pisapia che Vendola abbia fatto questo comizio solo dopo la sua elezione". Appunto. Se il buongiorno si vede dal mattino...

domenica 29 maggio 2011

“Don” Giorgio de Capitani, sacerdote (Marxista) in un delirio anticattolico con dimostrazione di “evangelica carità” verso il Cavaliere ... "che gli venga un ictus"

Il Compagno “don” Giorgio de Capitani - Segnalazione di Luciano Gallina - Probabilmente in crisi di visibilità, a causa della grande esposizione pubblica delle realtà cattoliche fedeli alla Tradizione, i rigurgiti di progressismo catto-comunista vengono stanati e mettono in scena i peggiori deliri. Senza considerare che la gente sa confrontare e…giudicare…anche il fatto che la gerarchia conciliare tace…(n.d.r.) - “DON” GIORGIO: SIGNORE FAI VENIRE L’ICTUS A BERLUSCONI” - Il caso del parroco lecchese De Capitani: odia Cav, aborto e eutanasia (ma non rinuncia allo stipendio) - Exit è un programma de La7, con una conduttrice che strilla più di Gad Lerner e addirittura gareggia con lui in faziosità. Mercoledì sera dunque Exit – fra migliaia e migliaia di sacerdoti che ci sono in Italia, che danno una grande testimonianza di carità, che per Cristo sudano da mane a sera – ha scovato un prete che parla, parla, parla. Anzi straparla. E ovviamente la tv ha ...
... dato il palcoscenico a lui e alle sue chiacchiere (come vedremo chiacchiere che attizzano l’odio), non a tutti gli altri preti che insegnano la carità e la misericordia. Questo don Giorgio De Capitani, parroco di Monte di Rovagnate, è – a dire il vero – un prete sconosciuto (e dai teoremi confusi), ma smanioso di mettersi in mostra (chissà se lo vedremo all’Isola dei famosi). Forse è per far parlare di sé che ha pensato di spararle così grosse.
“FALSI CATTOLICI” – Prima – in segno di umiltà – si è impancato a giudice di tutti i cattolici definendoli «falsi cattolici» in quanto «sono legati alla struttura della Chiesa». Ovviamente «vescovi e gerarchia» per primi sarebbero «falsi cattolici».
L’intervistatore non gli ha chiesto perché lui continua a fare il parroco di quella Chiesa e perché da quella Chiesa e da quei «falsi cattolici» prende la congrua mensile. E lui non ha annunciato che rinuncia all’abito e al suo lavoro. No. Ha emesso la sua sprezzante sentenza di condanna generale (che esempio di carità e di umiltà), ma in quella Chiesa di «falsi cattolici» rimane comodamente. Immemore dell’ammonimento di Gesù «non giudicate e non sarete giudicati», ha poi trinciato giudizi così: «Oggi se dovessi dire se il cristianesimo esiste nella Chiesa Cattolica per me non esiste». Don Giorgio, che deve ritenersi l’unico vero cattolico (o forse neanche cattolico perché se la prende pure col «cattolicesimo») è passato poi ad attaccare lo «stato vaticano». Ma soprattutto ha imputato alla Chiesa di non aver fermato Berlusconi che egli sembra considerare una sorta di Anticristo.
Infatti, dopo due battute misogine e offensive sulle donne ministro (con qualche volgarità), è andato a cercare il botto con queste parole finali: «Io ho scritto un articolo nell’88 intitolato “Cristo liberaci da Berlusconi”». Secondo questo parroco con Berlusconi in Italia non si vive più: «E allora come facciamo? Non lo so. Forse io sono prete, prego il Padreterno che gli mandi un bell’ictus e rimanga lì secco».
AUTOCELEBRAZIONI – Lì secchi sono rimasti in realtà i telespettatori. Il parroco invece tutto compiaciuto, nel suo sito autocelebrativo, invita trionfalmente a guardare la puntata di Exit con la sua performance. A occhio e croce – dando un’occhiata al suo sito, dove è messo in mostra il ritratto di Marx e un articolo sul “manifesto del partito comunista” – questo prete dai capelli bianchi sembra un sopravvissuto degli anni Settanta, quell’angoscioso periodo in cui nelle sacrestie tirava il vento delle ideologie. (…) Ascoltando la surreale intervista di questo parroco forse qualcuno dirà: «Signore perdonalo, perché non sa quello che dice». Ma il fatto che un prete in televisione arrivi a evocare il male di qualcuno ha ferito e scandalizzato molti.
Non è questione di Berlusconi o non Berlusconi. Ovviamente varrebbe la stessa cosa anche se avesse parlato di Bersani o Di Pietro o Vendola.  È questo un tempo in cui l’odio e il disprezzo tracimano da ogni parte. Almeno agli uomini di Chiesa chiediamo che continuino a insegnare la carità e la misericordia. Come fanno.
Con qualche triste e penosa eccezione che conferma la regola. (Il guaio è che la maggior parte degli uomini della Chiesa ufficiale sono uomini della “Contro-Chiesa” modernista conciliare. C’è chi ne è consapevole e chi no. De Capitani è certo un’espressione tra le più gravi, ma molti altri, magari meno esposti, siamo sicuri che la pensino molto meglio? “Don” Gallo, “don” Vitaliano sono, ad esempio, tutti al loro posto a far danni…nel silenzio della gerarchia conciliare, che quando diventa assordante diventa pure implicita complicità. N.d.r.)
Antonio Socci

Come la Guzzanti derideva il cancro di Oriana Fallaci.

Sabina Guzzanti deride il cancro di Oriana Fallaci. La risposta della scrittrice e giornalista, morta il 15 settembre 2006:

Queste le parole di risposta della grande Oriana Fallaci alla infame e ipocrita Guzzanti.

«Giovanotta, essendo una persona civile io le auguro che il cancro non le venga mai. Così non ha bisogno di quell'esperienza per capire che sul cancro non si può scherzare. Quanto alla guerra che lei ha visto soltanto al cinematografo, per odiarla non ho certo bisogno del suo presunto pacifismo. Infatti la conosco fin da ragazzina quando insieme ai miei genitori combattevo per dare a lei e ai suoi compari la libertà di cui vi approfittate».

Io credo che la Guzzanti non abbia nemmeno il diritto di pronunciare il nome della Fallaci....ecco, queste sono le donne della sinistra italiana...

sabato 28 maggio 2011

I falsi rom di Pisapia? Sono tutti veri nomadi..la solita ipocrisia.

Una fan del candidato sindaco vede al mercato una nomade con la borsa "Vota Pisapia" e l’accusa di essere una figurante pagata dal Pdl. La zingara si difende: "Me l’avete data voi".

Avvocato Giuliano Pisapia, ho trovato quel li che si travestono da rom e si spacciano per suoi sostenitori. Non ci crederà, ma sono veri rom che si vestono da rom. Suoi amici che raccontano di essere suoi amici. E ho trovato anche quei brutti razzisti che considerano i nomadi gente da tenere alla larga. Da nascondere e di cui perfino vergognarsi. Sono suoi soste nitori. Di lei, Pisapia. E che non hanno bisogno di trave stirsi da niente. Perché forse un po’ razzismo,suvvia lo ammetta, è nel fondo di tutti. Anche a sinistra. E se vuole sono pronto anche a raccontarlo ai giudici. Anche a quelli che hanno da lei ricevuto l’esposto per denunciare «una serie di episodi di una gravità incre dibile ».Come l’arruolamento di finti zingari e sedicenti ra gazzi dei centri sociali che mo lestano i passeggeri del metrò. Con la «regia occulta» del cen trodestra e di Letizia Moratti.

Ebbene, eccomi qua a raccontare un «episodio di una gravità incredibile», di cui so no stato testimone. Sono pronto a giurare di non essere un «figurante». Non un gran giornalista, ma il titolare della tessera numero 56399 dell’Ordine professionale. Ieri alle ore 12,10 mi trovavo al mercato del giovedì di via Pietro Calvi, tra corso XXII Marzo e piazza Risorgimento. Lì ci sono casa mia e la storica sezione del Pd (fu Pci) di via Archimede.

A volantinare per la Moratti facce da boy scout, a occhio roba ciellina che spiega con pazienza alla vecchietta che donna Letizia è un buon sindaco. Non molto entusiasmo, ma la sana ingenuità della bella gioventù. Organizzatissimi, invece, i suoi «volantinatori». Buona borghesia, ché il quartiere è di quelli buoni. Uomini e donne. Qualche ragazzotto che tacchina quelle di cielle («Venite alla festa di Pisapia? Siete per la Moratti? Ma che importa, venite che beviamo una birra e poi ci divertiamo »). La faccia bella della politica. Restate così.Perché quel l a brutta è già pronta all’incrocio. Ho il sacchetto delle fragole (servisse per il verbale, le ho comprate al banco di fronte a via Lincoln, quello delle caset te de i ferrovieri che oggi costa no un occhio. Le fragole, invece, le ho pagate con lo sconto: 2 euro quattro cestini. Buone).

Pochi passi e vedo una donna ben vestita che si agita parlando con un’altra. Quella ben vestita ha la spilla «Giulia no Pisapia sindaco» e un pacco di volantini. Con lei un uomo ben vestito con spilla e volantini. Lei appesa alla spalla ha una borsa. Di quelle di tela arancione con «Giuliano Pisa pia sindaco». Uguale a quella dell’altra donna. Giovane e con un’amica. Dall’abbigliamento sono indubitabilmente zingare. A tracolla il sacco arancione di stoffa. «Dove l’hai presa? - le chiede brusca la donna ben vestita - chi te l’ha da ta? ». L’altra risponde: «Uno con i volantini». «Dove?». «Qui vicino». «Vieni con me, ti devo parlare», si fa seria quella ben vestita. E la trascina dove via Calvi sfocia in piazza Risorgimento. Dove nessuno possa vederla. Ma io sono curioso. Mi colpisce il tono, l’arroganza.Ma cosa dice? «Vieni con me»? Odio l’arroganza. Ma chi sei? Sto per chie derglielo, ma voglio vedere dove arriva. «Ora ti spiego - dice la donna ben vestita alla nomade- . Noi siamo amici di Pi sapia e domenica si vota». La nomade sorride, meno spaventata. «Anch’io - risponde sono amica di Pisapia». Chiaro, ha la borsa arancione. «Allora mi devi aiutare. Dammi quella borsa». E le cose dove le mette? Una mattinata di elemosine: un po’ di frutta,verdura, pane, bicchieri di carta. «Se mi dai quella borsa, io te ne compro un’altra».

La zingara la svuota. «Mi serve una borsa », dice concitata la donna ben vestita. Un ghanese irregolare fiuta l’affare e arriva con una Louis Vuitton tarocca. Comincia la trattativa. Poi ci ripensa. Costa troppo. «Me ne serve una di plastica». Di plastica non c’è. La zingara rimette il cibo dentro quella arancione. L’uomo ben vestito ha un’idea: «Ti do 5 euro se me la dai e te ne vai subito di qui. Subito». La zingara ci sta. La donna ben vestita no. «Macché 5 euro. Dammi subito quella borsa oppure chiamo la polizia e ti faccio arrestare ». Arrestare? Sto per intervenire. Odio l’arroganza. Aspetto. La zingara è spaventata. «Perché arrestare? Cosa ho fatto di male? La borsa me l’ha data uno di voi». Nessun motivo per non crederle. Ma an he se così non fosse, cosa c’è di male se una rom gira per il mercato con una borsa di Pisapia? Forse che i nomadi vanno bene nel programma del candidato sindaco, meno se girano «griffati» Pisapia? Forse c’è da vergognarsi a dire che i rom sono «amici di Pisapia »? Forse che i rom sono come polvere da nascondere sotto il tappeto? Da non far vedere a tre giorni dal voto? Ma non facevano parte di quella meravigliosa città multiculturale che Pisapia predica? Del la meravigliosa esperienza di «autocostruzione» con cui abbandoneranno le favelas e spontaneamente edificheranno palazzine dopo secoli di no madismo? La rom non molla: «Se vuoi la borsa, dammi 5 euro». Il ghanese si agita con la simil Vuitton che vuol vendere alla donna ben vestita che insulta l’uomo ben vestito: «Ma cosa ti è venuto in mente di prometterle 5 euro?». È furibonda. «Se non mi dai la borsa - alza la voce- ti faccio arrestare».
Arriva quello del furgone della gastronomia. «Fatele arrestare. Fuori dalle palle devono an dare. Che quelle rubano i portafogli ». L’uomo ben vestito si riscopre garantista: «Non dica così». Un’anziana conferma: «A me l’hanno preso dalla borsa con tutti i soldi. Nemmeno me ne sono accorta».La zingara fiuta l’aria e se ne va. La donna ben vestita va in cerca del vigile. Per denunciare una donna rom che passeggia per il mercato con una borsa arancione di Pisapia che le ha regalato uno del comitato elettora le di Pisapia. Robe da pazzi. Per fortuna domenica si vota.

P.S.: avvocato Pisapia, che sia il caso di chiedere scusa al la donna rom, non travestita da rom, sua sostenitrice che racconta di essere una sua so­stenitrice e assalita da una sua sostenitrice non travestita da sua sostenitrice?
  
di Giannino della Frattina

BITONCI SUL “BOTTELON” A PADOVA: ZANONATO, LA TUA ORDINANZA ISTIGA I RAGAZZI ALLA SBRONZA COLLETTIVA.

“Mi chiedo cosa passi per la testa al sindaco di Padova nel momento in cui, nonostante il parere contrario della questura ad una manifestazione come quella in programma questa sera a Padova con una stima di presenze che si aggira intorno alle diecimila persone, emana un’ordinanza che, imponendo il limite massimo di un litro di bevande alcoliche a testa, in qualche modo dà ufficialità – e quindi autorizza – la sbornia collettiva.
Perchè, sia chiaro, sono favorevole alla libera aggregazione dei giovani, che hanno il sacrosanto diritto di ritrovarsi, anche in gruppi numerosi come nel caso della serata prevista per questa sera a Padova, grazie al tam tam dei social network.
Quello che disapprovo totalmente è il messaggio che, con le ordinanze “alla Zanonato”, viene dato a questi ragazzi: “Bevete pure un litro di alcol a testa, e poco importa se si tratta di vino o di un superalcolico, sbronzatevi per bene purchè le forze dell’ordine non vi trovino in possesso di più di una bottiglia da litro”.
Mi spiegherà poi Zanonato anche come farà a sapere se il “litro” che tengono in mano questi giovani è il primo (ed unico) che si scoleranno nella serata, oppure se hanno più volte riempito e poi svuotato la stessa bottiglia. Sono proprio curioso di sapere come verranno eseguiti i controlli e le relative misurazioni.
Ben venga lo spirito di aggregazione, ne abbiamo bisogno in una società come la nostra che tende ad isolare l’individuo più che ad unirlo, ben vengano concerti e musica, ma quella impartita da Zanonato con la sua ordinanza è vera e proprio “istigazione al bere”!
E per finire una considerazione: come mai, visto che la manifestazione non è autorizzata, viene speso denaro pubblico per l’allestimento di trenta bagni chimici, e vengono predisposti turni straordinari di lavoro di personale della polizia locale? Perchè mai, mi chiedo, mettere a disposizione risorse pubbliche quando i bilanci comunali, e noi sindaci lo sappiamo bene, sono ridotti all’osso? Chi provvederà, domani, a ripulire le zone che inevitabilmente verranno sporcate dal bivacco di migliaia di persone? E a spese di chi?
Staremo a vedere quale esempio di civiltà sarà in grado di dimostrare domattina la città di Padova.

Cordiali saluti