Le borse europee chiudono contrastate, al termine di una giornata altalenante. Pesano le incertezze dell'Europa di fronte alla crisi del debito, con le decisioni sul meccanismo anti-spread procrastinate a settembre, e inquietano le parole del premier cinese Wen Jiabao, che ha paventato un periodo di "difficolta'" per la seconda economia mondiale, inducendo la borsa di Shanghai ai minimi da tre anni. Pesano anche i negativi dati sulle vendite al dettaglio negli Usa. Wall Street parte male e poi si riprende, aiutando l'Europa. Francoforte avanza dello 0,13% a 6.565,72 punti e Londra arretra dello 0,07% a 5.662,43 punti. Parigi cede lo 0,03% a 3.179,90 punti, Milano arretra dello 0,36% a 13.664,81 punti. Piu' pesante Madrid, giu' dell'1,99%, dopo essere scesa oltre il 2%, a causa delle vendite sui bancari.
Lo spread schizza oltre quota 490 e chiude a 489 punti.
Il futuro ha due bellissime figlie: lo sdegno e il coraggio... Lo sdegno per la realtà delle cose; il coraggio per cambiarle.
lunedì 16 luglio 2012
domenica 15 luglio 2012
Assemblea Pd, tensione su diritti e primarie
Odg sulle coppie gay fa scoppiare le polemiche
L'assemblea del Pd sabato mattina a Roma è terminata nelle polemiche. Su nozze gay e data delle primarie la contestazione si è fatta sentire fin sul palco. Sui diritti delle coppie omosessuali, la spaccatura si è consumata con la presentazione di due differenti testi. Il primo, messo a punto dal Comitato per i diritti, è passato con 38 voti contrari. Il secondo, più netto e con un'esplicita apertura alle nozze gay, non è stato neppure messo in votazione dalla presidente Rosy Bindi. Decisione che ha sollevato critiche e contestazioni. Enrico Fusco, attivista gay, responsabile diritti della segreteria pugliese, ha preso la parola per annunciare che darà indietro la tessera del Pd: «Il documento della Bindi è vergognoso».
venerdì 13 luglio 2012
Quando anche Madonna tirò il bidone ai compagni
In un libro il declino della festa dell'Unità:
così il Pd ha sperperato un patrimonio culturale e sociale. Un rituale che durava da 70 anni
Sono state le feste dell’Unità a dare di più al partito e non viceversa. Parola di Ugo Sposetti, deputato Pd ed ex tesoriere dei Democratici di sinistra, intervistato da Anna Tonelli nel capitolo conclusivo di Falce e tortello. Storia politica e sociale delle feste dell’Unità (1945 - 2011) (Laterza, pagine 226, euro 15 ).
così il Pd ha sperperato un patrimonio culturale e sociale. Un rituale che durava da 70 anni
Sono state le feste dell’Unità a dare di più al partito e non viceversa. Parola di Ugo Sposetti, deputato Pd ed ex tesoriere dei Democratici di sinistra, intervistato da Anna Tonelli nel capitolo conclusivo di Falce e tortello. Storia politica e sociale delle feste dell’Unità (1945 - 2011) (Laterza, pagine 226, euro 15 ).
Il Pci aveva investito fin da subito «nelle proprie feste, considerandole un patrimonio da valorizzare». Ma alla fine aveva più ricevuto che dato. E se oggi quelle manifestazioni, quei rituali politici che sono stati per decenni una presenza centrale nella vita politica e culturale del Paese non esiste più è perché la sinistra ha smarrito la forza aggregante e la carica utopistica che ha segnato le generazioni della seconda metà del Novecento. Salamelle e partigiani, ballo liscio e pugni chiusi, cantautori e operaismo, militanti alle cucine e «il comizio finale del segretario »: un universo politico, culturale e sociale di cui bisogna parlare al passato.
C’erano l’orgoglio comunista, «la madre Russia », la militanza popolare, le sezioni.E c’erano le feste dell’Unità dove passavano tutti, cantautori e rockstar, politici e giornalisti, gente di sinistra, gente d’avanguardia e qualsiasi. Tutto finito, tramontato. Dal 2008, èra Veltroni, pur con molte resistenze la festa dell’Unità è stata trasformata in Festa democratica. Ma la metamorfosi era già iniziata con la riduzione della durata ( da due settimane a dieci giorni) e l’abolizione del comizio conclusivo, sostituito, «in ossequio alle regole del talk show», da un’intervista del segretario a un giornalista televisivo.
Campione rappresentativo, microcosmo emblematico, spaccato movimentista: è una scelta indovinata passare sotto la lente della ricerca le feste dell’Unità per raccontare la parabola del comunismo militante italiano, i suoi momenti di aggregazione sociale oltre la «fede rossa», fino al declino di oggi. Dal primo a Mariano Comense, 2 settembre 1945, quando si chiamò «scampagnata», agli ultimi, non più intitolati alla testata fondata da Gramsci,«i Festival dell’Unità », secondo la definizione di Alberto Moravia, «hanno il vantaggio di combinare in sé tre idee: quella della festa cattolica, quella del Soviet e quella della modernità ». L’intuizione originale è unire passione politica e svago. Già nelle Lezioni sul fascismo Togliatti insisteva sulla necessità di comprendere il divertimento fra i legittimi «bisogni elementari delle masse ». «Lavorare per la costruzione del palco che ospita il comizio», scrive Tonelli, «così come cucinare tortellini e salsicce rivestono la stessa importanza in una festa dove si consuma pane e politica».
Falce e tortello è un titolo che sarebbe piaciuto a Edmondo Berselli, autore a sua volta di un’accorata narrazione del declino di quel mondo ( Sinistrati. Storia sentimentale di una catastrofe politica - Mondadori), ma soprattutto testimone felice delle contaminazioni tra ideologia e leggerezza (con una disincantata preferenza per la seconda).
L’equilibrio fra tradizione e spinta alla modernizzazione è la stella polare delle estati della sinistra. Nel dopoguerra le feste raccolgono il «bisogno di evasione ritrovato », la componente politica è in secondo piano, dietro i canti, il cibo, le lotterie, i balli. Le canzoni dei campi e delle fabbriche riempiono le serate. Fino ai primissimi festival di Sanremo e all’avvento del beat. Con tanto di interrogativi se, dopo Claudio Villa e Nilla Pizzi, invitare Modugno, Celentano, Morandi avrebbe significato aprire le porte alla «canzone americana degenerata». Arriva il boom economico e alle pièce di Brecht sul Terzo Reich con la compagnia di Gian Maria Volonté segue la visione de Il sorpasso di Dino Risi. Le donne alzano la voce e chiedono più spazio nella divisione dei compiti dentro il partito. I giovani vogliono contare di più e nascono le feste della Fgci. Il Pci aumenta i consensi e le feste attecchiscono nelle province. Gli anni ’70 coincidono con l’affermazione dell’egemonia culturale. Al cinema, a teatro e nella musica: dove esplode l’epopea dei cantautori, nuove star delle serate live .
A fine decennio s’affaccia la cultura dell’effimero, nasce la tv commerciale, alla militanza subentra il riflusso, la disco music invade i locali e nell’estate ’87 gli organizzatori del Festival tentano di organizzare il concerto di Madonna a Bologna per poi ripiegare su Zucchero, Vasco Rossi, Dalla e Guccini. Due anni dopo crolla il Muro di Berlino, scompare il partito comunista e le feste dell’Unità perdono l’orgoglio degli anni migliori trincerandosi nelle roccaforti della Toscana e dell’Emilia Romagna.
Torna alla mente una fulminante vignetta di Altan: «Ma io sono di sinistra», dice Cipputi, interlocutorio. «Piantala, che ci stanno guardando tutti», lo fredda il compagno saggio.
sabato 7 luglio 2012
AGRICOLTURA: RAINIERI (Lega Nord), IMMOBILISMO DEL GOVERNO CONDANNA SETTORE AL FALLIMENTO
“Se il ministro dell’Agricoltura, il tecnico Mario Catania, continua a snobbare la commissione Agricoltura e a non portare avanti interventi destinati al sostegno e al rilancio del nostro settore produttivo, il quadro dipinto da Coldiretti durante l’assemblea annuale della confederazione, non può fare altro che peggiorare”.
Lo dichiara Fabio Rainieri, parlamentare parmigiano della lega Nord e segretario della commissione Agricoltura a Montecitorio. “Il ministro non si è mai fatto vedere in commissione, alla faccia di chi criticava l’operato di Luca Zaia. In Commissione continuiamo a esprimere pareri su provvedimenti altrui ma senza portare avanti una vera linea agricola nazionale. Il risultato? Nel nostro Paese che è quello delle produzioni a denominazione, dei campanili e delle specialità agroalimentari, la crisi ha modificato le abitudini alimentari del Pese e questo rischia di mettere in crisi l’intero comparto”.
“In conclusione – conclude il segretario nazionale della Lega Nord Emilia -, sulle tavole la gente sarà costretta a mettere alimenti di scarsa qualità e di dubbia provenienza e il sistema primario, quello delle nostre denominazioni di eccellenza sarà costretto al fallimento. Tutto grazie all’immobilismo di Catania e di Monti”.
Lo dichiara Fabio Rainieri, parlamentare parmigiano della lega Nord e segretario della commissione Agricoltura a Montecitorio. “Il ministro non si è mai fatto vedere in commissione, alla faccia di chi criticava l’operato di Luca Zaia. In Commissione continuiamo a esprimere pareri su provvedimenti altrui ma senza portare avanti una vera linea agricola nazionale. Il risultato? Nel nostro Paese che è quello delle produzioni a denominazione, dei campanili e delle specialità agroalimentari, la crisi ha modificato le abitudini alimentari del Pese e questo rischia di mettere in crisi l’intero comparto”.
“In conclusione – conclude il segretario nazionale della Lega Nord Emilia -, sulle tavole la gente sarà costretta a mettere alimenti di scarsa qualità e di dubbia provenienza e il sistema primario, quello delle nostre denominazioni di eccellenza sarà costretto al fallimento. Tutto grazie all’immobilismo di Catania e di Monti”.
giovedì 5 luglio 2012
COMUNE, BERNARDINI (LegaNord), LOTTA AI VU CUMPRÀ CHE VENDONO
MERCE CONTRAFFATTA: “NECESSARIO UN DIVERSO IMPIEGO DEI VIGILI” . IL CASO SU
REPUBBLICA DI BOLOGNA
Il capogruppo leghista in consiglio comunale Manes
Bernardini chiede «un diverso impiego dei vigili urbani», definendo tra le
priorità la lotta all’abusivismo commerciale che imperversa anche per le vie
del centro, come documentato da alcune foto. La protesta di Bernardini è finita anche su
facebook, scatenando un vivace dibattito ripreso anche dal dorso bolognese di
Repubblica.
COMUNE E SERVIZI DI PRIMA EMERGENZA, BERNARDINI (LN) BOCCIA
LA SOLUZIONE-BELLARIA. INTERROGAZIONE IN REGIONE
«Lo spostamento del servizio dall'ambulatorio
ad accesso diretto dall'ospedale Bellaria al poliambulatorio di via della
Repubblica, a San Lazzaro, ha portato disagi e disservizi, tanto da favorire la
mobilità in altre strutture, come segnalato da molti utenti». Lo afferma il
consigliere regionale leghista Manes Bernardini, che sul tema ha presentato
un’interrogazione per chiedere alla Giunta regionale «di ripristinare la
qualità dei servizi precedentemente offerti e garantiti dalla struttura
ospedaliera del Bellaria».
domenica 1 luglio 2012
Lega Nord, al via l'era Maroni:
"Segretario senza ombre".
Bossi in lacrime.
Assago (Mi) - L'ex ministro dell'Interno eletto nuovo segretario: "Garantisco lo stesso impegno che ho messo negli ultimi tre anni alla lotta alla mafia. Io sono uno di voi, la mia porta sarà sempre aperta". Bossi infiamma la platea: Chi pensava che la Lega morisse non ha capito bene"
L'ex ministro: "Umberto resta un fratello, sempre nel cuore.
«Il nuovo segretario federale della Lega Nord è Roberto Maroni». Sono le 13.45 quando Luca Zaia, governatore del Veneto, dà l’annuncio. «Bobo, Bobo, Bobo», gridano i militanti assiepati sulle tribune del Forum di Assago. L’ex Ministro dell’Interno sale sul palco. «Sono emozionato, quello che mi date è un incarico importante. Mi metterò al lavoro subito. «Sono uno di voi, un semplice militante che momentaneamente ricopre l’incarico più importante.
Bossi? E’ sempre stato un fratello, lo porterò nel cuore».
Maroni è l’unico candidato alla segreteria.
Ma il Senatùr fa fatica a staccarsi dalla sua creatura. E poi si commuove.
lunedì 25 giugno 2012
Intercettano Napolitano “Scandalo, è una vergogna!!!”. Intercettano il Cav “Evviva, ancora, è giusto!!!”
I commentatori (in maniera bipartisan) sbraitano “E’ inaudito”. Il Quirinale si dice irritato. E i partiti (quasi tutti) si indignano. Napolitano sarebbe stato intercettato nell’inchiesta che vede coinvolto Mancino sulla trattativa Stato-mafia. Un’inchiesta esplosiva: chiamate portan indirettamente al Quirinale, la strategia sembra chiaramente improntata a coprire Mancino. E lo stesso ex ministro (da sempre uomo di centrosinistra) Nicola Mancino chiama Loris D’Ambrosio perchè intervenga su Napolitano. Poi chiama il pg della Cassazione, Vitaliano Esposito e lo chiama “guagliò”, pg che dice anche di essere “a disposizione”.
Insomma questione delicata, su cui molta è la fuffa (con Ingroia è quasi una sicurezza) ma qualcosa su cui indagare c’è forse veramente.
Di sicuro sembra incredibile la presa di distanza di molta stampa e politica riferibile alla sinistra che difende il suo Presidente, come se fosse intoccabile. Lui non va intercettato, non va criticato, anzi non va nemmeno citato. Ma quando spiavano nelle mutande di Berlusconi e facevano centinaia di migliaia di intercettazioni sul Presidente del Consiglio andava tutto bene.
Anzi urlavano che ne volevano di più, che bisognava continuare a spiarlo ascoltare le sue vicende private 24ore su 24. Era una corsa a chi lo intercettava di più, con il plauso della sinistra.
Ora no…. Forse perchè i principali uomini citati nell’inchiesta sono tutti di centrosinistra, da Scalfaro a Napolitano, da Conso a Mancino…
(fonte web)
Il premio Nobel per la Pace a Milano
Il nostro paese ancora una volta si dimostra incapace di prendere decisioni in autonomia, su una persona che io giudico straordinaria, e che non solo gli si dovrebbe essere data la cittadinanza onoraria, ma gli si dovrebbe pure stendere un tappeto rosso e farli tutti gli onori del caso. Perché? Ovvio perché! Perché sta facendo una battaglia per il suo popolo, da solo contro tutti, una battaglia sacrosanta sull’indipendenza del suo popolo e del suo paese, il Tibet, da uno stato oppressore e comunista come la Cina. Quindi mi fa davvero dispiacere che al signor sindaco Giuliano Pisapia la cosa non vada giù, essendo lui dichiaratamente un rosso di sangue e di pensiero. Quindi mi chiedo, che ci sia ben altro oltre a tutto ciò? Che ci siano altri motivi dietro questa decisione di slittare su scelte importanti, ma altrettanto sacrosante, specialmente per uomini come questi (ce ne fossero nel mondo di uomini così!). Cosa c’è davvero dietro tutto ciò? Beh provo soltanto ad immaginarlo.
Ad esempio vorranno nascondere l’ennesima oppressione e persecuzione ai danni di un popolo segregato per secoli da un altro? Oppure non vogliono non obbedire come sempre, come un cane scodinzolante, alla potente ed autoritaria repubblica (comunista delle banane) cinese? No sapete perché certe domande sorgono spontanee. Oppure come credo che sia, vogliono tentare di distogliere il popolame ignorante (proprio come nel regime cinese), dalle vere e sacrosante ragioni dei Tibetani nei confronti dei Cinesi. Ragioni di sacrosanta libertà, indipendenza e secessione da una Cina ormai populista, arcaica, sfruttatrice, comunista, totalitaria e arrogante. Del resto non mi stupisce mica tutto ciò. Da parte del nostro stato centralista che manco lui non vuole indipendenze o secessioni (vedere il recente referendum sull’indipendenza negato alla Sardegna…), ma preferisce centralizzare e nazionalizzare tutto, proprio come nei peggiori regimi del passato, negando di fatto anche a noi ogni più semplice libertà e privacy di base. Sarebbe ora di farla finita con tutto ciò. Con questo autentico sopruso. Ed in Italia anziché premiare gente che vuole il cambiamento, che lo professa, che lo alimenta e tenta di fare del bene per il proprio popolo ed il suo futuro (oltre che essere un uomo di immensa intelligenza, umanità e sensibilità), li si nega un diritto sacrosanto, su cui francamente io non avrei manco fatto un assemblea comunale inutile. Il si, doveva essere senza battere ciglio. Invece questi parassiti discutono e decidono sul “nulla”, quando si dovrebbe decidere su questioni ben più importanti di questa (non che questa lo sia di meno filologicamente parlando…).
Insomma caro Dalai Lama, vieni da me che te la do io la cittadinanza. E magari facciamo pure 4 chiacchiere su cosa vuol dire libertà ed indipendenza, fatti su cui non solo il tuo popolo si sta battendo nel mondo, al prezzo di sangue, torture e soprusi. E ci perdoni se può la nostra ennesima pessima figuraccia.
fonte web
domenica 10 giugno 2012
E IO PAGO !!
E' indagata sul caso dei prodotti finanziari tossici messi sul mercato dal Banco di Napoli, oggi nel gruppo Intesa San Paolo, e dal Monte dei Paschi di Siena.
Ora prende 441mila euro, alla RAI ne prenderà altri 500mila.
E IO PAGO !!
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