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venerdì 3 dicembre 2010

Il Pensiero Verde: Lettera a una amica siciliana !

Il Pensiero Verde: Lettera a una amica siciliana !: "Mi guardo attorno e non vedo nulla che prospera ne in italia ma men che meno in europa! E non parliamo nel mondo, soprattutto quello arabo! ..."

mercoledì 1 dicembre 2010

Sempre a proposito di autolesionismo !

Stiamo attraversando la peggiore crisi economica dopo il 1929. In un momento come questo, dove tutti chiedono a gran voce di poter lavorare, la CGIL che fa..?? Invita i lavoratori a scioperare..!! Un po come mettersi a dieta quando c'è la carestia.

Sempre a proposito di coincidenze !!

Il proprietario del covo di Totò Riina in via Bernini 12 a Palermo era un comunista: Giuseppe Montalbano, primogenito dell'omonimo deputato del PCI degli anni '50.

Brevemente sulla giustizia !!

4 ore e 12 minuti. E' questo il tempo medio di attività dei magistrati. Da noi il 70% dei costi della Giustizia finisce in stipendi e rispetto agli altri paesi europei i tribunali italiani sono quasi il doppio, il tempo dei processi addirittura si triplica ! Mi sorge spontanea una domanda, ma ci sarà qualcosa che non funziona o no ? 

Il gusto dell'autolesionismo !

21/10/2009 - Il Parlamento Europeo ha bocciato la risoluzione della sinistra sulla libertà d'informazione in Italia. Ci hanno sputtanato, deriso e non hanno avuto scrupoli a calpestare la nostra immagine nel mondo, ma ancora una volta, hanno perso..!!

La verità è una rete fatta di tanti fili intrecciati, che sono le coincidenze,...

Nazioni europee sull'orlo del fallimento: Grecia (Governo di sinistra) Irlanda (Governo di sinistra) Portogallo (Governo di sinistra) Spagna (Governo di sinistra). Alle volte le coincidenze sono davvero molto strane.

A proposito di STACCARE LA SPINA …

Se, dopo aver verificato un mese fa che in Regione non era stato presentato alcun progetto per la variante/tangenziale, abbiamo ritenuto doveroso fare qualcosa per “svegliare” le istituzioni preposte.Proprio queste istituzioni, Provincia in particolare, da almeno un paio d’anni avrebbero dovuto occuparsi dei bisogni dei cittadini, ma, ancor più grave, realizzare ciò che hanno promesso loro (vedi la pubblicazione sul proprio sito web). Da anni la Lega si batte (e si sbatte) per far capire a chi sa ascoltare che bisogna passare ad una politica dei fatti, con trasparenza e coinvolgimenti dei governati, che siamo noi abitanti del territorio di competenza. Riprendendo le parole di Bersani, l’invito è a favore di tutti, indipendentemente dal filo che li possa collegare alle politiche centrali: insomma cari amici “rossi”, è ora che vi svegliate anche voi, convenendo che bisogna farsi sentire da certi politici, che vi chiedono solo il voto (che, peraltro, sta anche calando di numero). Provate per un po’ a staccare la spina, a riflettere su quali siano i veri valori e obiettivi da raggiungere, per tutti, solidali e uniti, per le nostre famiglie e le future generazioni. Provate a ripercorrere la nostra storia, e se non la conoscete bene, ci penseranno i nostri militanti a ricordarvela, a ricordarvi che noi apprezziamo i tortelli d’erbetta e il maiale (visto che siamo anche in stagione…) come i mai dimenticati partigiani e i primi cari sindacalisti.
E vorremmo che si continuasse così!
Staccare la spina ogni tanto serve, ma quella che ci unisce nella tutela del nostro territorio e delle nostre tradizioni, mai!

giovedì 25 novembre 2010

Gentile Direttore, mi vorrei avvalere del diritto di replica nei confronti del Signor ......., Segretario generale del  SIULP (Sindacato Italiano Unitario Lavoratori Polizia).
Un diritto di replica che penso mi spetti di diritto sia come cittadino che come Poliziotto io stesso. Vorrei dire prima di tutto che i problemi che egli prospetta sono vecchi, quasi antichi e fanno parte dell’unico bagaglio di catastrofismo del sindacalista DOC. Possiamo farli risalire al 1981 circa, quando subito dopo la smilitarizzazione della Polizia cominciarono a nascere i Sindacati. Sindacati che con gli anni si sono moltiplicati fino a un bailame di sigle da far fatica a capirci qualcosa. (Siulp, Sap, Ugl Polizia di Stato, Coisp, Lisipo, Siap-Anfp, Silp-Cgil, Consap, PNFI) .  Da qui ovviamente la nascita di piccole “Caste  di potere” a tutti i livelli, locali da adibire a sedi, rivendicazione di diritti, ( poco di doveri), permessi per un ammontare di ore enorme, ovviamente da distogliere dalle ore di servizio ecc..
In questi ultimi anni addirittura stiamo assistendo ad un cambiamento sul fronte della tutela dei diritti dei poliziotti, davvero significativo. Si parla dei sindacati esterni alla polizia, quelli che siamo abituati a vedere all'interno delle fabbriche o nei posti di lavoro di qualsiasi genere. CGIL – CISL- UIL -  queste sono le sigle che da qualche anno vediamo impresse nei volantini o nei comunicati che parlano di tutela dei poliziotti.
L'art. 83 della legge 121/81 recita: " Sindacati della Polizia di Stato”:
I sindacati del personale della Polizia di Stato sono formati, diretti e rappresentati da appartenenti alla Polizia di Stato, in attività di servizio o comunque assoggettabili ad obblighi di servizio, e ne tutelano gli interessi, senza interferire nella direzione dei servizi o nei compiti operativi.
Essi non possono aderire, affiliarsi o avere relazioni di carattere organizzativo con altre associazioni sindacali
".
In realtà la loro "affiliazione" con le sigle esterne e talmente tangibile che spesso la logistica è ospitata nelle strutture di pertinenza ai sindacati extra-polizia. E così In Polizia purtroppo, i sindacati specie quelli che pomposamente si definiscono più rappresentativi, ai loro vertici vedono personaggi illustri. Prefetti, alti dirigenti, direttori. Una sorta di oligarchia più attenta alle questioni che riguardano l'amministrazione piuttosto che alla tutela dei Poliziotti. L’Italia ha in Europa e forse nel mondo la più alta percentuale di densità di forze di Polizia, più di cinque rappresentanti delle forze dell’ordine per 1000 abitanti. In tutto il resto d’Europa  e nella maggior parte dei paesi del Mondo sono circa 3 per 1000 abitanti. Qui già ci sarebbe da chiedersi il perché di questa situazione.  Ricordo che circa 20/25 anni fa il nucleo Volanti della Questura di Parma aveva in forze 37 persone, due pattuglie fisse nell’arco delle 24 ore e due persone in segreteria che ogni mattina disbrigavano le pratiche dei vari interventi e degli arresti effettuati . Nel 2010 ..!!? Sempre due pattuglie ma gli uffici si sono moltiplicati, ovviamente come il personale addetto, senza contare il personale di pattuglia anch’esso raddoppiato. Questa è per esempio un  interrogativo che mi porrei da bravo sindacalista. Possibile un così enorme appesantimento della mole di lavoro burocratico da giustificare tante persone negli uffici !?  Il Sig. ..... se lo dovrebbe chiedere ancora prima di dichiarare catastrofismi, solo strumentali, finendo poi per dare al Sindaco della città compiti di Pubblica Sicurezza che assolutamente non ha. Dica il Sig ..... se pensa di spiegarci concretamente quali sono le sue proposte di ripianificazione degli uffici e dei loro compiti per migliorare l’efficienza del sistema !!! Pensa di chiedere (ad esempio!) di tornare a fare il Poliziotto sulla strada magari con altri suoi giovani colleghi !! Questo non darebbe la possibilità di aumentare la presenza di Forze dell’Ordine sul territorio e aumentare la sicurezza dei cittadini ?  Il lavoro di un Poliziotto non è discriminato o svalutato dal fatto di fare pattuglia unitamente a due militari che non creano nessuna confusione nella cittadinanza. Militari che per inciso sono professionisti addestrati all’uso delle armi in dotazione ne più ne meno dei Poliziotti e che comunque svolgono un servizio di supporto fortemente rappresentativo per lo Stato . Semmai,  quello che discrimina e svaluta l’impegno delle Forze dell’Ordine è vedere a spasso una malvivente  arrestato il giorno prima !
Raffale Varricchio

Sindacalisti e filosofi

Ho letto in questi giorni l’editoriale del Segretario Generale del SIULP ( Sindacato Unitario Lavoratori Polizia )  Felice Romano, il quale rende note agli iscritti del suo sindacato la sua filosofia e la sua visione delle politiche contrattuali legate alla sicurezza.
Senza entrare più di tanto nel merito, la cosa che traspare in modo molto chiaro  è l’atteggiamento piagnone, demagogico e poco costruttivo col quale egli si pone, a fronte di un problema tanto serio come quello della sicurezza e delle dinamiche contrattuali anche di natura economica, quella cioè (economica) che a lui pare più cara.
Non si comprende però, né lui lo spiega, come mai a fronte dell’offerta governativa, egli come altri sindacati di Polizia si rifiutino di sedersi al tavolo delle trattative per definire e discutere come distribuire le risorse stanziate per il contratto 2008-2009 che, stante il difficile momento economico- finanziario che stiamo attraversando, ritengo accettabili. Se non si supera questa fase, e si fa soltanto rivendicazione ad oltranza, si perde tempo inutilmente e non si potrà andare oltre per l’apertura delle trattative sul contratto 2010-2012,  sulla specificità e sulla riforma delle carriere, tutti provvedimenti utili non soltanto in termini economici ma di diritti e garanzie per gli operatori di polizia.
Se invece di dividere i tavoli si accettasse di sedersi al tavolo delle trattative avanzando proposte serie che tengano conto della necessità di fare gli interessi della categoria ma anche della difficile realtà che ci circonda, potremmo fare passi avanti. Se invece si cercano soltanto facili consensi, continuando a piangersi addosso ( e magari fare cattiva politica anzichè buon sindacato) senza mai soffermarsi a fare un seppur ipotetico confronto con le altre realtà del mondo del lavoro (soprattutto attuale), non soltanto non aiutiamo la categoria ma rendiamo anche cattivo servizio alla società.

Raffaele Varricchio  

mercoledì 24 novembre 2010

TUTTE LE CONDANNE DI MARCO TRAVAGLIO

Nel 2000 è stato condannato in sede civile,dopo essere stato citato in giudizio da Cesare Previti a causa di un articolo su L'Indipendente, al risarcimento del danno quantificato in 79 milioni di lire.

Il 4 giugno 2004 è stato condannato dal Tribunale di Roma in sede civile a un totale di 85.000 euro (più 31.000 euro di spese processuali) per un errore di omonimia contenuto nel libro «La Repubblica delle banane» scritto assieme a Peter Gomez e pubblicato nel 2001. In esso, a pagina 537, si descriveva «Fallica Giuseppe detto Pippo, neo deputato Forza Italia in Sicilia», «Commerciante palermitano, braccio destro di Gianfranco Miccicché condannato dal Tribunale di Milano a 15 mesi per false fatture di Publitalia. E subito promosso deputato nel collegio di Palermo Settecannoli». L'errore era poi stato trasposto anche su L'Espresso, il Venerdì di Repubblica e La Rinascita della Sinistra, per cui la condanna in solido, oltreché la Editori Riuniti, è stata estesa anche al gruppo Editoriale L’Espresso.

Il 5 aprile 2005 è stato condannato dal Tribunale di Roma in sede civile, assieme all'allora direttore dell'Unità Furio Colombo, al pagamento di 12.000 euro più 4.000 di spese processuali a Fedele Confalonieri (Mediaset) dopo averne associato il nome ad alcune indagini per ricettazione e riciclaggio, reati per i quali, invece, non era risultato inquisito.

Il 20 febbraio 2008 il Tribunale di Torino in sede civile lo ha condannato a risarcire Fedele Confalonieri e Mediaset con 26.000 euro, a causa dell'articolo "Piazzale Loreto? Magari" pubblicato nella rubrica Uliwood Party su l'Unità il 16 luglio 2006. La sentenza è di primo grado e Travaglio ha dichiarato di stare preparando l'appello.

Nel giugno 2008 è stato condannato dal Tribunale di Roma in sede civile, assieme al direttore dell'Unità Antonio Padellaro e a Nuova Iniziativa Editoriale, al pagamento di 12.000 euro più 6.000 di spese processuali per aver descritto la giornalista del TG1 Susanna Petruni come personaggio servile verso il potere e parziale nei suoi resoconti politici: «La pubblicazione», si leggeva nella sentenza, «difetta del requisito della continenza espressiva e pertanto ha contenuto diffamatorio».

Il 28 aprile 2009 è stato condannato in primo grado dal Tribunale penale di Roma per il reato di diffamazione ai danni dell'allora direttore di Raiuno, Fabrizio Del Noce, perpetrato mediante un articolo pubblicato su L'Unità dell'11 maggio 2007.

Il 21 ottobre 2009 è stato condannato in Cassazione (Terza sezione civile, sentenza 22190) al risarcimento di 5.000 euro nei confronti del giudice Filippo Verde che era stato definito «più volte inquisito e condannato» nel libro Il manuale del perfetto inquisito, affermazioni giudicate diffamatorie dalla Corte in quanto riferite «in maniera incompleta e sostanzialmente alterata» visto il «mancato riferimento alla sentenza di prescrizione o, comunque, la mancata puntualizzazione del carattere non definitivo della sentenza di condanna, suscitando nel lettore l'idea che la condanna fosse definitiva (se non addirittura l'idea di una pluralità di condanne)».

Nel gennaio 2010 la Corte d'Appello penale di Roma lo ha condannato a 1000 euro di multa per il reato di diffamazione aggravato dall'uso del mezzo della stampa, ai danni di Cesare Previti. Il reato, secondo il giudice monocratico, sarebbe stato commesso mediante l'articolo Patto scellerato tra mafia e Forza Italia pubblicato sull'Espresso il 3 ottobre 2002. La sentenza d'appello riforma la condanna dell'ottobre 2008 in primo grado inflitta al giornalista ad 8 mesi di reclusione e 100 euro di multa. In sede civile, a causa del predetto reato, Travaglio era stato condannato in primo grado, in solido con l'allora direttore della rivista Daniela Hamaui, al pagamento di 20.000 euro a titolo di risarcimento del danno in favore della vittima del reato, Cesare Previti.