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venerdì 20 maggio 2011

Libertà di parola e di comunicazione: in Italia c’è ! di Marco Chierici -



guardando l'ultima puntata di Anno Zero sulla televisione di Stato, ho provato vergognaquando il conduttore Santoro Michele, rivolgendosi a Mr. Al Gore (Premio Nobel, premio Oscar, ex vice presidente degli USA) ha detto che in Italia abbiamo noti problemi con la libertà di comunicazione. Santoro e i suoi compagni di merende insistono nel sostenere questa tesi assolutamente falsa e ipocrita. Si cerca di far passare, perfino con personaggi del calibro di Gore, un messaggio preoccupante, cioè che nel nostro Paese vi sia una sorta di dittatura mediatica. Professionisti della carta stampata e della tv, non dovrebbero mostrare unadisonestà intellettuale così evidente e piagnucolona. Non è vero nulla. Qualsiasi comico, qualsiasi giornalista, qualsiasi cittadino (compreso il sottoscritto che ha all'attivo centinaia e centinaia di opinioni pubblicate ovunque senza filtri, su giornali, sul web e su libri), qualsiasi italiano, dicevo, ha l'assoluta libertà di dire e scrivere ciò che vuole.Abbiamo i grillini che mandano quotidianamente affanculo chiunque; abbiamo il Santoro, Lilli Gruber, Zucconi in collegamento dall'America, la Dandini, i comici di Zelig e di Striscia (sottolineo di Mediaset), Fazio e la Littizzettola Berlinguer, Ballarò con Floris e Crozza, Luca Telese e la Costamagna, Ilaria D'Amico, la Bignardi, Gad Lerner, Moretti...vi basta? Aggiungete i vari Camilleri, Celentano, Venditti, Vecchioni, i cantanti e gli attori che fanno i comunisti con i loro milioni in banca. Con quale becco di ferro possono dire che in Italia c'è una censura?
E' semplicemente ridicolo, penoso, pietoso, inutile, grottesco, stupido e meschino.

Marco Chierici


1 commento:

  1. Il messaggio che ha voluto passare quel santoro è una mostruosa falsità, una cazzata che più grande non poteva dire, ma per fortuna non tutti hanno le fette di salame sugli occhi.
    Se poi per libertà di parola intende dire il poter dire cazzate solenni, come già fanno alcuni, allora è un altro discorso. Ma qui entreremmo nel campo delle banalità e del burlesco, come fa la Litizzetto, tanto per intenderci.

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