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domenica 22 gennaio 2012

Rivolta siciliana, onore alla Padania.

Linksicilia


I tg nazionali continuano a ridimensionare (se non a tentare di screditare) la portata delle Cinque giornate siciliane. La rivolta organizzata dal Movimento dei Forconi che si sta estendendo a macchia d’olio in tutta la regione e che sta unendo in un unico grido di battaglia agricoltori e autotrasportatori, artigiani e marinerie, commercianti, studenti e tanti siciliani stanchi di una classe politica indecente, spaventa non poco. E hanno ragione: basta pensare che la Regione siciliana presieduta da, Raffaele Lombardo – solo per citare un esempio – a fronte della gravissima crisi che investe gli agricoltori dell’Isola, non ha trovato di meglio che ‘foraggiare’ l’azienda agricola e l’azienda agrituristica della stessa moglie di Lombardo, elargendole, complessivamente, circa 400 mila euro. Queste è l’idea dell’ ‘Autonomia’ che hanno i governanti sicilianI: impadronirsi delle risorse pubbliche e saccheggiarle.
Ora, però, tutte queste cose stanno venendo fuori. E questo spaventa tutta la politica siciliana truffaldina e mafiosa perché è contro tutti i partiti esistenti. Spaventa i poteri forti della Sicilia – mafia in testa – perché mina alle basi un sistema di potere contorto. Spaventa i grossi mezzi di informazione che da essi sono controllati. Non a caso, proprio stamattina, i poteri forti della Sicilia chiedono alla magistratura di indagare sul movimento. Dimenticando che i primi ad essere indagati dovrebbero essere i personaggi che, negli ultimi cinque anni, in Sicilia, si sono arricchiti con la gestione truffaldina dei rifiuti e dell’acqua. Acqua che, in barba al referendum, in Sicilia continua ad essere gestita dai privati. Agli amici della Padania promettiamo che nei prossimi giorni racconteremo – per citare un esempio emblematico – come ad Agrigento e provincia viene gestita ancora oggi il servizio idrico.
Non ci stupisce dunque che ci siano in atto tentativi di infangare una lotta che nasce dalla gente. In questo buio, una luce brilla sopra le altre: il quotidiano La Padania dedica un importate articolo in prima pagina alla rivolta siciliana. Cosa che la maggior parte della carta stampata nazionale più famosa non sta facendo se non per menzionare qualche incidente. Onore al merito. Sarà che, nonostante tutto, i padani hanno molte più cose in comune con i siciliani di quanto si pensi.A cominciare dalla battaglia contro uno Stato unitario che non ha funzionato e contro tutti gli ascari e i ladri (siciliani e padani) che per decenni (e ancora oggi) hanno venduto e vendono la loro terra e la loro gente ad un potere centrale asservito a tutto tranne che al bene comune. Del Nord come del Sud. Loro vogliono il federalismo. Noi lo abbiamo già con lo Statuto siciliano, anch’esso venduto e tradito.Una battaglia comune dietro ogni velo di maya. Il nostro giornale vuole avviare una collaborazione i colleghi della Padania. Per raccontare quello che in Sicilia viene tenuto nascosto. E cioè, per esempio, a quanto ammonta il vero deficit della Regione siciliana che va oltre i 5 miliardi di euro. Soldi che, alla fine, non potranno che essere pagati dal resto d’Italia – e in particolare dal Nord Italia – perché la Sicilia è stata ormai ridotta in ‘bolletta’ (dalle nostre parti in ‘bolletta’ significa sull’orlo del dissesto finanziario).

sabato 21 gennaio 2012

Il Comandante Schettino della Costa Concordia.


Non è facile dire qualcosa di sensato o intelligente sulla tragedia della Costa Concordia: questo è uno dei motivi per cui la sera di martedì 17 mi sono trovato profondamente a disagio sentendo Crozza a Ballarò che ironizzava con doppi sensi e battutine varie prendendo spunto da tale accadimento.
Allo stesso modo è anche difficile mantenere la calma ed avere una reazione sensata o intelligente.
Premettendo che c’è un’indagine in corso e le varie responsabilità dovranno essere individuate dagli Organi competenti, ammettendo che il comandante Schettino sia il maggior, o forse anche unico, responsabile dell’accaduto ci si può domandare che senso possa avere una pena come quella ipotizzata, 15 anni in prigione, per colui che si sarebbe dimostrato essere un cretino e un codardo e farlo gravare per altri 15 anni sulle spalle di tutti noi al costo di centinaia di migliaia di euro all’anno (ammesso che fra 15 anni avremo ancora l’euro).
Se le indagini appurassero le responsabilità di Schettino, saremmo comunque di fronte ad un idiota, un imbecille, un codardo e un incapace: ma quanti ce ne sono di Schettino in giro per l’Italia liberi di muoversi? Metterlo in galera sarebbe una sorta di auto-difesa della collettività? Oppure sarebbe una breve vendetta? Oppure un mettersi in pace con la coscienza propria e collettiva? E dopo i 15 anni (al massimo) di prigione cosa avremmo risolto?
Schettino ha sicuramente provocato un danno inestimabile in termini di vite umane ed economici: si dovrebbe solo cercare di ridurre tale danno. I morti non tornano tra di noi, ma c’è tanta gente bisognosa di cure. Schettino andrebbe messo in pensione con disonore, dovrebbero essergli confiscati tutti i beni, gli andrebbe messo un braccialetto al polso per controllare i suoi movimenti e condannato a lavorare a vita per i servizi sociali.
Però viviamo in un Paese dove Erika De Nardo esce di prigione dopo 11 anni per avere ucciso a coltellate sua madre e il suo fratellino, Lele Mora è dentro da 6 mesi per bancarotta senza sapere se e quando potrà uscirne, e Cosentino è seduto comodamente tra i banchi della Maggioranza nella Camera dei Deputati del Parlamento Italiano. E pensare che la parola che più viene utilizzata recentemente è “equità”.

Maurizio Campari

giovedì 19 gennaio 2012

AGRICOLTURA: RAINIERI (LEGA), MONTI E MAGGIORANZA COME COMANDANTE SCHETTINO, FUGGONO LASCIANDO AFFONDARE IL PAESE


18 gennaio 2012

“Ancora una volta il Governo si dimostra dalla parte dei soliti poteri forti e ben distante dalle reali esigenze e necessità del Paese”. Così Fabio Rainieri, parlamentare parmigiano della Lega Nord e segretario della Commissione Agricoltura interviene a seguito della discussione del dl 216/2011, recante proroga dei termini previsti da disposizioni legislative.
“Mi sarei aspettato qualche intervento a favore delle aziende agricole, magari riguardo all’Imu. E invece nulla. Il Governo Monti e con lui la nuova maggioranza che guida il Paese si comporta come il tristemente noto comandante Schettino: fugge lasciando che il Paese affondi lentamente come una nave in rovina”.
“Un comportamento inaccettabile e nei confronti del quale la Lega Nord dice forte il proprio no. Più volte ho sottolineato che l’introduzione dell’Imu per le aziende agricole sancirà la fine del sistema agricolo del Paese. Un sistema del quale, evidentemente, il governo dei banchieri e dei professori non sa nulla. La conseguenza? Chiuderanno migliaia di aziende che non riusciranno a sopportare gli enormi costi ai quali fare fronte – tuona Rainieri -. Si tratta di aziende che da un giorno all’altro dovranno pagare il 1000 per cento in più rispetto a quello che pagavano prima. E quel che è peggio è che dovranno pagare per beni che da tutti sono considerati strutturali alla produzione”.
“Per l’ennesima volta – conclude Rainieri – questo Governo si schiera al fianco dei poteri forti e di quelle lobby industriali che non vedono l’ora di potersi appropriare dei terreni a discapito dei piccoli contadini che con la loro fatica e con il sudore della loro fronte hanno contribuito a rendere unico e inimitabile quel sistema agricolo che Monti vuole distruggere”.

Segreteria On. Fabio Rainieri

mercoledì 18 gennaio 2012

Siam tutti dei.... paesanetti.


Se ci ricordiamo del passato, i nostri nonni fondarono l’economia locale sull’agricoltura e, soprattutto in Emilia-Romagna (come in tutte le altre regioni padane –dalla Val d’Aosta al delta del PO-), sulla trasformazione industriale dei prodotti della nostra terra.
E’ inaccettabile continuare a nascondere i fatti, i problemi che portano a sottovalutare le grandi potenzialità del settore agro-alimentare: l’ultimo (e vorremmo fosse proprio l’ultimo) è l’aumento esorbitante dell’IMU che tutte le imprese agricole dovranno pagare.
Torniamo in piazza con i trattori, continuiamo a lottare per difendere i nostri prodotti locali (che sono a Km 0!!!), dal latte al pomodoro, dall’acqua allo sfruttamento non corretto dell’ambiente.

Angelo Marzaroli

domenica 15 gennaio 2012

BERNARDINI (LN) SUL PARCO EOLICO DI SAN BENEDETTO VAL DI SAMBRO DOPO LO SCAMPATO DANNO ORA LA BEFFA: SPOSTATO DI POCHI METRI IN TERRA TOSCANA!!!



La Lega Nord, che ha condotto con successo la battaglia per impedire la costruzione del parco eolico sul crinale appenninico tosco-emiliano, nel Comune di san Benedetto Val di Sambro, denuncia un nuovo tentativo di distruggere questo sistema eco ambientale unico al mondo. Furbescamente – dichiara il consigliere regionale Manes Bernardini, che a questo proposito ha presentato oggi in Regione una dettagliata interrogazione - gli attori protagonisti di questo incubo scongiurato, si sono rifatti vivi spostando solo il problema a pochi metri dal confine che separa le due regioni, ripresentando il medesimo progetto devastante in terra toscana.
Infatti, oggi si prevede in Comune di Firenzuola (FI), a pochi metri dal preesistente progetto poi bocciato, il medesimo impianto eolico che riproporrà per tutta la zona i medesimi problemi e pericoli che pensavamo di aver definitivamente scampato.
Ora la Regione Emilia-Romagna ed i Comuni interessati facciano sentire la propria voce e interpellino la Regione Toscana e assessorati competenti al fine di bloccare ogni ipotesi di impianto eolico in quella zona.
Per quanto ci riguarda abbiamo già messo a disposizione dei colleghi toscani della Lega Nord la documentazione necessaria e intendiamo proseguire nella battaglia per evitare che vengano costruiti impianti industriali deturpanti il paesaggio, dannosi per la salute dei cittadini e per il sistema idrogeologico che proprio nella zona del Monte Bastione è oltretutto già compromesso da movimenti franosi.

sabato 14 gennaio 2012

Sarkozy non ride più !!


La corsa di Nicolas Sarkozy per la riconferma all'Eliseo parte in salita. La Francia perde la tripla AAA di Standard & Poor's. La scure dell'agenzia di rating, che salva solo la Germania, colpisce anche l'Austria, la Spagna e il Portogallo.
Cattive notizie anche per l'Italia retrocessa a BBB+. Informato il governo Monti.
Bersani come Berlusconi a suo tempo : "Sconfessata la linea Merkel"
 
Dopo il declessamento della Francia da parte di Standard & Poor's, fonti ministeriali confermano che il governo italiano e' stato informato del downgrade dell'Italia. Fonti governative riferiscono che il downgrade sara' a 'BBB+'. Dopo la notizia ufficiale dovrebbe arrivare anche una nota del governo italiano.
LA FRANCIA - Sarkozy non ride più. Sono sicuramente in pochi ad aver dimenticato la risata comune tra il presidente francese e la Cancelliera Merkel avvenuta il 23 ottobre scorso alle spalle dell'allora premier Berlusconi. Ora, a pochi mesi dalle elezioni presidenziali in Francia, Standard & Poor's ha deciso di declassare.   Il ministro delle Finanze francese, Francois Baroin, ha confermato il declassamento da parte del debito francese da parte dell'agenzia di rating Standard & Poor's da 'AAA' ad 'AA+'. Nonostante il declassamento di Standard & Poor's "non ci saranno nuove misure di austerita'", ha detto Baroin. "Non ci saranno misure aggiuntive - ha spiegato - perche' non e' un problema di disciplina di debito", ha detto al tv francese France 2.
Il presidente francese, Nicolas Sarkozy, si impegna a prendere nelle prossime settimane "forti decisioni" per stimolare crescita, occupazione e competitività".
spread tra Btp e Bund con il differenziale che, dopo aver toccato un minimo di 461 ha sfondato quota 500 punti. Prevedibile impennata invece dello spread tra i titoli francesi a 10 anni e l'equivalente bund tedesco dopo le voci sul declassamento della Francia. La forbice tra i due titoli si è allargata a 135 punti base dai 121 di stamane.  Auguri Europa !

Il pensieroverde

venerdì 13 gennaio 2012

Standard & Poor's taglia il rating della Francia .



L'incubo di Parigi di subire un declassamento finanziario si sarebbe avverato: Standard & Poor's avrebbe deciso di tagliare il rating della Francia. Mentre tirano un sospiro di sollievo Germania, Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo, che sono stati risparmiati. Secondo il quotidiano francese Les Echos, però, Parigi non è l'unica "vittima" di S&P: assieme alla Francia perderebbe un livello anche l'Austria, mentre addirittura due punti verrebbero tolti a Italia, Spagna e Portogallo. L'agenzia di rating non ha rilasciato commenti. Per effetto di questo downgrade, l'euro è in forte calo passando dai 1,2862 dollari di stamattina a 1,2650.

Standard & Poor's strappa una A alla tripletta dell'Austria. Lo hanno riferito fonti della Financial Times. Il rating del Paese ora scende ad AA+.
Ma lo spread Btp-Bund torna a volare anche dopo l'asta positiva dei Btp, infatti subito dopo Il premio di rendimento dei decennali italiani ha ripreso a correre attestandosi a 500 punti base.

Di chi le colpe questa volta !?

Ilpensieroverde

Tassiamo le prostitute nelle case chiuse.


La Lega porta la proposta in comune a Bologna e in Regione.



“Avevamo visto giusto sui numeri della prostituzione e continueremo la raccolta firme per aprire le case chiuse iniziata in Piazza Maggiore prima di Natale, anche alla luce delle aperture fatte dall'Assessore Monti sul tema” - dichiara Manes Bernardini, capogruppo della Lega Nord a Bologna e Consigliere regionale, dopo aver appreso dalla stampa i dati raccolti sulla prostituzione dai Carabinieri della Compagnia di Bologna.
“La legge Merlin è ormai anacronistica, obsoleta, ha fatto il suo tempo e, oggi, non ha più ragione di esistere, visti i pessimi risultati prodotti: ossia, strade piene di prostitute, centri massaggi che di fatto si aprono a varie prestazioni sessuali e pagine di giornali pieni di annunci su prestazioni ad evidente carattere sessuale in abitazioni sparse in tutta la città.
Lo dicevamo due mesi fa e lo confermiamo alla luce dei risultati prodotti dall’indagine” prosegue l’esponente della Lega Nord.
“In un momento dove vengono chiesti sacrifici a tutti, non si può più soprassedere a questo fenomeno diffuso e bisogna muoversi per fare pagare le tasse a questo mondo sommerso che è produce evasione fiscale sul reddito prodotto. L’iniziativa della raccolta firme che la Lega Nord aveva attivato sul problema, ha trovato un grande riscontro nella cittadinanza e, finite le feste natalizie, riprenderemo la battaglia. Il Comune non può legiferare sulla materia, ma può con un ordine del giorno, che stiamo presentando sia in Comune che in Regione, sollecitare chi di dovere perché lo faccia. Una richiesta che deve nascere dal basso, dalle realtà che vivono questi numeri e sentono il problema direttamente sulla loro pelle” conclude Bernardini.
“È necessario abolire questa legge per arginare e contrastare il fenomeno della prostituzione, ma soprattutto per evitare lo sfruttamento femminile, minorile e delle immigrate, che vengono messe sul marciapiede per ingrassare il malavitoso di turno, garantendo così controlli sanitari, azioni effettive di recupero e di reinserimento sociale, lotta al racket e applicazione della tassazione sul reddito prodotto.”

Monti, i suoi Ministri, le Banche,........


Wednesday, January 11, 2012 11:19 PM

Il ministro dello sviluppo economico nominato da Monti, il banchiere Corrado Passera, ex amministratore delegato di Banca Intesa chiede di dare (ancora) più poteri alla BCE: un annuncio che avrebbe dovuto destare SCANDALO e INDIGNAZIONE, ma che i giornalisti servi del potere riportano con la massima tranquillità, e anzi cercano di avvalorare la bontà della sua richiesta. 

Quando Berlusconi o i suoi galoppini annunciavano leggi che avrebbero favorito Mediaset, giustamente la sinistra insorgeva: ebbene, Passera che propone di aumentare ulteriormente i poteri della BCE è molto, molto peggio: la BCE è di fatto un'azienda privata come Mediaset, con la differenza che la Banca Centrale Europea influenza i governi, impone manovre finanziarie, gestisce la sovranità monetaria degli stati dell'eurozona, e oltretutto si sta comportando molto male nei confronti del nostro paese, visto che non compra più i nostri titoli, cosa che è alla BASE del vertiginoso aumento dello spread, che ci costringe a pagare un tasso di interesse ELEVATISSIMO a coloro che acquistano i nostri titoli di Stato: come sappiamo bene, lo spread a quota 500 significa che per avere liquidità, lo stato italiano (quindi noi cittadini) deve corrispondere il 7% di interessi a coloro che investono nei nostri titoli: una VERA E PROPRIA speculazione a danno di tutti i cittadini italiani: oltretutto i nostri titoli sono richiestissimi, non ci sarebbe bisogno di offrire così tanto per collocarli sul mercato, come dimostra il fatto che poche settimane fa, quando abbiamo emesso titoli semestrali, la domanda ha superato di gran lunga l'offerta: tutti vogliono i nostri titoli, visto che il profitto è elevatissimo a fronte di un rischio modestissimo! Ma torniamo al signor Corrado Passera, e spieghiamo a coloro che non ne sono a conoscenza i rapporti di questo signore con la BCE.

Banca Intesa - di cui, ripetiamo, Corrado Passera era Amministratore Delegato, fino a quando non si è dimesso per diventare ministro di Monti - possiede il 30,3% della Banca d'Italia (la quota più elevata) che a sua volta, possiede il 12,50% della BCE; possiamo pertanto affermare che praticamente Banca Intesa è proprietaria di fatto di circa il 3% della BCE alla quale Corrado Passera vuole assegnare maggiori poteri!

Con questa mossa, possiamo affermare a pieno titolo che l'ex banchiere ha gettato la maschera: dopotutto da lui non ci aspettavamo NIENTE DI DIVERSO, è bene chiarirlo.


Come mai Corrado Passera avrebbe dovuto lasciare un incarico - Amministratore Delegato di Banca Intesa - per il quale percepiva una retribuzione di svariati milioni di Euro all'anno, per fare il Ministro, con una retribuzione 30-40 volte inferiore? Tra l'altro Passera ha già annunciato che intende restare in politica ben oltre il governo Monti: probabilmente si collocherà nelle fila del Centro-sinistra, che ha sempre avuto un "debole", quasi una "vocazione" per gli uomini legati a certi
poteri.

Per rendervi conto della gravità della situazione, ovvero di come "interpreta" la stampa italiana questa notizia, vi suggeriamo di leggervi l'articolo di Repubblica: (tra l'altro Corrado Passera in passato ha ricoperto il ruolo di direttore generale del Gruppo Editoriale l'Espresso, a cui fa capo Repubblica; tuttavia è bene precisare come goda di ottimi rapporti anche con la "fazione rivale", visto che ha ricoperto lo stesso ruolo per Arnoldo Mondadori Editore). L'articolo sopracitato, che sarà letto da milioni di italiani, è un vero e proprio spot pubblicitario per Passera e per la sua proposta di aumentare i poteri della BCE - e quindi di Banca Intesa - SENZA UN MINIMO CENNO ALL'EVIDENTISSIMO CONFLITTO DI INTERESSI, questione su cui Repubblica, in passato, ha fatto una vera e propria crociata contro Berlusconi; e sia chiaro: faceva bene. Peccato che non lo faccia in tutti i casi che ci sarebbe da farlo, come consuetudine dei giornali palesemente schierati, pronti ad attaccare e mettere in croce l'avversario, e omettere/interpretare in modo funzionale ai propri amici...

giovedì 12 gennaio 2012

Treviso. I giudici restituiscono la Ferrari, le case e i conti al nomade nullafacente.


«Il possesso di quel patrimonio, tra beni mobili e immobili, da circa un milione di euro del capo rom Adriano Hudorovic, 59 anni, di Castelfranco è ingiustificato visto che è nullafacente e pertanto si può ritenere, viste le frequentazioni di soggetti poco raccomandabili, provento di attività illecite alle quali l’uomo pare dedicarsi abitualmente»: con questa tesi e applicando una legge sulla confisca dei beni ai mafiosi, il procuratore di Treviso Antonio Fojadelli aveva chiesto e ottenuto il "congelamento" delle proprietà del capo degli zingari. Un caso che aveva fatto scuola a livello nazionale, ma che i giudici della Corte d’Appello di Venezia, che hanno accolto il ricorso presentato dall’avvocato Francesco Murgia (assiste il capo rom), hanno demolito. Hanno così revocato il sequestro dei beni (casa, 8 fuoriserie, conti bancari ecc.) di Adriano Hudorovic e dei suoi familiari Barbara, Saimon, Priscilla e Devid Hudorovic. I giudici veneziani hanno anche dimezzato la condanna con il quale il Tribunale di Treviso, nel 2010, aveva condannato Hudorovic a 3 anni di sorveglianza speciale, con l’obbligo di dimora nel Comune di Castelfranco.

Secondo gli inquirenti Hudorovic, in quanto persona abitualmente dedita ad agire contro la legge, avrebbe in parte vissuto con i proventi dell’attività delittuosa. Condotta nella quale Hudorovic, sempre gli inquirenti, avrebbe perseverato nonostante i richiami del questore (a testimoniarlo le inchieste nelle quali il capo rom è coinvolto: truffa, con condanna in primo grado a 2 anni e a un milione di lire di multa, estorsione, truffa, falso ecc.). Non solo. Hudorovic - sempre per la Procura - avrebbe avuto un alto tenore di vita nonostante non svolgesse una stabile attività lavorativa e, dal 1995, non presentasse la dichiarazione dei redditi. Argomenti che i giudici veneziani hanno però demolito tassello dopo tassello, pur ritenendo in linea di principio fondate le tesi degli inquirenti e applicabile il sequestro dei beni delle persone ritenute "abitualmente dedite a condotte fuorilegge" (Cassazione a Sezioni riunite).

I giudici d’Appello hanno però bocciato il "congelamento" dei beni di Hudorovic perché adottato in modo irrituale. In materia di provvedimenti di natura patrimoniale l’onere della prova - sostengono - spetta all’accusa. Su questo tema - precisano - il Tribunale di Treviso ha omesso ogni motivazione per spiegare le ragioni della necessità del sequestro». Smontata, perché insufficiente motivata, la necessità del sequestro i giudici d’appello hanno annullato tale decisione, restituendo così i beni al capo degli zingari.