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sabato 24 dicembre 2011

Buon Natale a tutti


In
questo giorno
voglio salutare tutti.
Ho nel cuore un albero
con appesi al posto delle palline
i nomi di tutti i miei amici. Quelli vicini
e quelli lontani. Quelli recenti e quelli passati. 
Coloro che vedo ogni giorno e quelli che incontro 
raramente, quelli ricordati sempre e quelli qualche volta 
dimenticati. Chi inavvertitamente mi ha fatto soffrire. Chi conosco 
profondamente e chi conosco a malapena. A chi devo tanto e a chi non
devo nulla. I miei amici umili ed i miei amici importanti. I nomi di tutti quelli 
che sono passati nella mia vita. Un albero con radici profonde in modo che
i loro nomi non vengano mai strappati dal mio cuore e ai quali l'anno
prossimo la fioritura porti speranza, amore e pace.
Vi voglio bene,
Vi auguro un
Buon Natale!

lunedì 12 dicembre 2011

Quando dalla padella ti passano nella brace !!


Lettera aperta a Berlusconi.

INVOCAZIONE E PROMESSA DI MARRA A BERLUSCONI

Caro Berlusconi, è noto che i poteri di cui Monti è mandatario ti ricattano minacciando di annientare la tua famiglia, la tua vita e le tue aziende se togli loro l'appoggio in Parlamento, ma è ovvio che sarai aggredito di nuovo immediatamente dopo l'approvazione della manovra, perché nessuno meglio di te sa che la crisi dei titoli azionari o di Stato dipende dal fatto che non si riesce più a vendere né a guadagnare, e dopo la manovra ci si riuscirà anche meno, e che nessuno è in grado di frenare l'ira della collettività quando 'il padrone non paga più'.
Ebbene, in questo quadro tremendo, io ti chiedo di fare un gesto che, quale che sia stato il giudizio su di te in questi anni, ti ponga come salvatore non solo dell'Italia, ma dell'Europa, da questi mostri che vogliono dilaniarle senza avervi nemmeno interesse, perché sono mossi solo dalla pazzia sopravvenuta al fallimento del loro delirio di onnipotenza.
In cambio ti prometto che, armato della mia penna, mi schiererò io di fronte a coloro che vogliono trasformarti nell'unico capro espiatorio di tutto quanto è accaduto, e ti assicuro che, se tu darai visibilità a quel che scrivo attraverso i media, non avrò difficoltà a salvare - non il tuo futuro politico, perché questo competerebbe eventualmente a te, e comunque non lo ritengo né possibile né utile - ma il salvabile dei tuoi interessi, e soprattutto a impedire il massacro personale della tua famiglia e tuo.
Ti chiedo insomma di impugnare la bandiera del coraggio e di non far votare la manovra di queste belve. E tieni conto che anche Di Pietro e La Lega resistono perché sono al corrente del crimine del signoraggio e non vogliono assumersi la responsabilità di quello che la manovra causerà.
Siamo stati insomma tutti avversari e non ci condividiamo, e so che non hai dimenticato il documento che ho scritto nel 1996, da deputato di Forza Europa, contro di te, ma ora c'è un pericolo più grande che richiede che siano dimenticate le ragioni di dissenso e ci si unisca contro queste bestie luciferine.
Conto che aderirai, e se lo farai te ne renderò tanto onore per quanta avversione ho espresso nei tuoi confronti in passato in altre mie carte.

Gino Marra

Divulgato dal Comitato Promotore del referendum per l'abrogazione delle sei leggi regala-soldi alle banche e per la lotta contro il signoraggio.

Esposto penale contro Monti riguardo la notoria appartenenza al gruppo Bilderberg.


Il Comitato promotore del Coordinamento per l'abrogazione delle sei leggi regala-soldi alle banche e per la lotta al signoraggio annunzia che Marra, Scilipoti, Tommasi e Di Luciano (Lo-Sai), terranno, martedì 13.12.11, ore 10, una conferenza stampa a Roma, Teatro Capranichetta (Montecitorio), piazza Capranica 101, per annunziare - nel chiedere ai parlamentari di ribellarsi agli 'ordini di scuderia' e inoltre di non privilegiare i loro interessi pensionistici e votare quindi contro la mostruosa manovra che il mandatario delle banche Monti ha preparato in danno della società - che nei prossimi giorni si recheranno alla Procura della Repubblica di Roma, per presentare un esposto (che sarà poi pubblicato su www. Marra. it) redatto dallo stesso avv. Marra con la consulenza tecnica del penalista Saverio Campana, in cui si chiede la verifica del se sussiste, da parte di Monti, stante la sua notoria appartenenza al circolo occulto Bilderberg, la violazione:
-dell'art. 1 della L. n. 17, del 25.2.82 (legge Anselmi), ove recita: «Si considerano associazioni segrete, come tali vietate dall'art. 18 della Costituzione, quelle che, anche all'interno di associazioni palesi, occultando la loro esistenza ovvero tenendo segrete congiuntamente finalità e attività sociali ovvero rendendo sconosciuti, in tutto od in parte ed anche reciprocamente, i soci, svolgono attività diretta ad interferire sull'esercizio delle funzioni di organi costituzionali, di amministrazioni pubbliche anche ad ordinamento autonomo, di enti pubblici anche economici, nonché di servizi pubblici essenziali di interesse nazionale»,
-degli articoli del codice penale: -241 (Attentato contro l'integrità, l'indipendenza o l'unità dello Stato); -283 (Attentato contro la Costituzione dello Stato); -648 bis (Riciclaggio); -501 (Rialzo e ribasso fraudolento di prezzi sul pubblico mercato o nelle borse di commercio); --501 bis (Manovre speculative su merci); --416 (Associazione per delinquere).
Circolo Bilderberg (tutto quanto precede e segue deve intendersi come riportato da quanto si legge univocamente in ormai milioni di fonti internet italiane ed estere) costituito occultamente nel 1952 da ambienti deviati della NATO in associazione a banchieri, e composto da una mescolanza penalmente rilevante di membri tutti connotati da ruoli di altissimo rango in ambito bancario, politico, istituzionale, imprenditoriale, mediatico, scientifico e culturale: un contesto al quale viene attribuito in ogni sede il potere di insediare, secondo meccanismi appunto occulti, i suoi uomini ai massimi livelli della politica internazionale e nazionale e in ogni altro ambito di rilievo, come nel caso di Monti.
Monti che sta terrorizzando la società con una manovra che schiaccerà l'Italia e gli italiani al solo scopo di distoglierli dai fini che i suoi mandanti, le banche, gli hanno ordinato di perseguire: ovvero indebolire, per fini di dominio bancario, il più possibile la società con l'alibi della tracciabilità e delle tasse, che da un lato sono illecite e non esisterebbero se non esistesse il signoraggio bancario e, dall'altro, non possono oltretutto essere sostenute, perché se l'apparato imprenditoriale, professionale e artigianale italiano è crollato pur evadendo le tasse, non si vede dove prenderebbe ora, in presenza della radicalizzazione della crisi, le risorse per pagarle.
Signoraggio che le banche hanno dato a Monti disposizione di incrementare nella forma sia primaria, sia secondaria che terziaria, cioè: -1) aumentando le emissioni di denaro della incredibilmente privata BCE (signoraggio primario); -2) aumentando la quantità di denaro elettronico creato dal nulla dalle banche di credito mediante il costringere finanche i pensionati ai conti correnti (signoraggio secondario); -3) aumentando il denaro elettronico creato dal nulla mediante le carte di credito (signoraggio terziario).
Il tutto con gravi conseguenze inflattive che si vedono relativamente poco perché sono assorbite dalla grande diminuzione dei costi frutto della crescente semplificazione dei processi produttivi.
Si sollecita l'attenzione dell'opinione pubblica e della stampa, poiché sussiste il rischio che la magistratura possa cogliere l'occasione per 'risolvere' la questione mediante un provvedimento di archiviazione, visto il notorio e massiccio coinvolgimento diretto in queste mostruosità anche di vasti ambienti giudiziari, non potendosi del resto altrimenti spiegare come sia potuto sin qui sfuggire, ad una magistratura in altre cose così attenta, di avere il dovere di indagare a fondo su simili eventi.
Marra, Scilipoti, Tommasi, Di Luciano

domenica 11 dicembre 2011

Le parole di Visco confermano che la manovra è recessiva

«Le parole espresse dal governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, secondo cui la manovra avrà un impatto negativo sul Pil dello 0,5 percento, confermano le preoccupazioni manifestate dalla Lega Nord in merito ai provvedimenti varati dal governo Monti».Lo dichiarano i capigruppo della Lega Nord nelle commissioni Finanze e Bilancio alla Camera, MaurizioFugatti e Massimo Bitonci.
«Questa è una manovra recessiva, che non garantisce il raggiungimento del pareggio di bilancio e che rischia di essere negativa per i consumi del Paese pregiudicando anche l’obiettivo di arrivare a una diminuzione del debito pubblico. Manovre simili le abbiamo già viste in altri Paesi come la Grecia e hanno portato solo a un peggioramento del problema».

lunedì 5 dicembre 2011

Le ragioni della Lega Nord sul NO alle MOSCHEE


sabato 3 dicembre 2011

Giulietto Chiesa: con Monti, tutti più poveri entro 2 anni

Il programma Napolitano-Monti porterà l’Italia in recessione. Da qui a due anni (se Monti regge per due anni), l’Italia sarà in recessione: lo dicono i dati europei di oggi, li ho letti sul “New York Times”. Finora abbiamo parlato della politichetta italiana, ma il partito numero uno, in Italia, è quello della gente che non va a votare: gente che sarà protagonista della crisi, sottoposta al programma di Monti che è la realizzazione della lettera di Draghi e Trichet che ci impone di ridurre il nostro reddito del 20%. Mario Monti è un uomo della Trilaterale, del Bilderberg, dei grandi centri di potere. E’ stato uomo della Goldman Sachs, che ha gestito per lungo tempo. Quest’uomo non viene qui per fare la riforma elettorale, ma per fare quello che hanno deciso Trichet e Draghi. Ci farà sudare lacrime e sangue. 

Berlusconi è stato travolto da una crisi più grande di lui e probabilmente più grande di noi messi insieme. C’è un nuovo sistema di potere: è la finanza mondiale che arriva al governo degli Stati europei, direttamente. Come in Grecia, viene un uomo della grande finanza, imposto con la scusa del debito. Ma il debito non va pagato: questo è un debito illegale, iniquo, che è stato costruito per una larga parte – parlo dei quasi 2.000 miliardi del debito italiano – dalle classi dirigenti italiane che non hanno fatto pagare le tasse ai ricchi. Noi abbiamo, nel nostro debito, 750 miliardi che sono i soldi investiti dalle banche estere sui nostri Bond: questa è speculazione pura. 

Noi abbiamo già dato, a queste banche e alle banche occidentali in generale, tutto quello che avevano speso. Le abbiamo già ricapitalizzate. Adesso arriva Monti e ci fa ricapitalizzare un’altra volta le banche europee: altri 4.000 miliardi, oltre ai 16 trilioni di dollari che la Federal Reserve ha regalato tra il 2007 e il 2010 a tutte le banche occidentali. Quanta gente sa che 16 trilioni, cioè 16.000 miliardi di dollari, sono andati a tenere in piedi artificialmente l’intero sistema finanziario dell’Occidente? A tasso zero, gli sono stati dati. Perché? La spiegazione è una sola sola: perché tutte le banche erano fallite, nel 2007. Noi le abbiamo tenute in piedi e adesso ci chiedono di tenerle in piedi ancora. Ci dicono che dobbiamo rispettare il mercato? Ma le leggi del mercato le hanno violate loro, salvando le banche fallite. 

Noi siamo il paese europeo più virtuoso per quanto riguarda il debito privato. Il 42% del prodotto interno lordo italiano è il debito privato, mentre in Francia è il 53%, in Germania il 63%, in Spagna l’84% e in Gran Bretagna il 103%. Se noi facciamo la somma del debito privato e del debito pubblico, l’Italia sta molto meglio di quasi tutta l’Europa, eccetto la Germania. Domanda: come mai, improvvisamente, la questione del debito esplode sull’Italia? Come mai nessuno solleva il problema del debito della Gran Bretagna? O degli Stati Uniti d’America, che hanno 14,3 trilioni di debito? 

Quello che sta accadendo è un gigantesco trucco, organizzato in sede europea dai grandi centri della finanza mondiale, che determinano tutto quello che sta avvenendo. Io mi dichiaro fin da ora all’opposizione delle indicazioni della Bce e dell’Europa. E aggiungo: il 17 dicembre ci sarà la prima grande manifestazione del comitato No-Debito: vogliamo costruire un grande movimento che dica che questo debito non si deve pagare e che la sovranità dell’Italia deve tornare nelle nostre mani. 

(Giulietto Chiesa, dichiarazioni rilasciate l’11 novembre 2011 alla trasmissione “L’ultima parola”, condotta su RaiDue da Gianluigi Paragone).

La Cgil: 3000 sedi in tutta Italia e neppure un euro di Ici


Altro che Vaticano. I sindacati vantano un patrimonio immobiliare immenso, ma non pagano un solo euro di Ici. Questo grazie ad una legge, la numero 504 del 30 dicembre 1992 (in pieno governo Amato), che di fatto impedisce allo Stato italiano di avanzare richieste ai sindacati. E i soldi sottratti, o meglio non percepiti, dalle casse statali sono davvero tanti: la Cgil, ad esempio, sostiene di avere circa 3mila sedi in tutta Italia, ma si tratta di una specie di autocertificazione, in quanto i sindacati non sono assolutamente tenuti a presentare i loro bilanci. Solo un altro dei tanti privilegi dell’”altra Casta”, come è stata brillantemente definita dal giornalista dell’Espresso Stefano Liviadotti, che con tale formula ha dato il titolo al suo libro/inchiesta sulla Triplice.
Se la Cgil dichiara 3mila sedi, la Cisl addirittura 5mila. E la Uil sarebbe in possesso di immobili per un valore di 35 milioni di euro.
La legge, però, paragona in modo del tutto immotivato i sindacati alle Onlus, ossia alle organizzazioni di utilità sociale senza scopo di lucro.
Senza scopo di lucro? I sindacati? Un paradosso.
Ma c’è di più. Cgil, Cisl, Uil, Cisnal (poi diventata Ugl) e Cida hanno ereditato immobili dai sindacati del Ventennio fascista, senza dover pagare tasse. Tutto secondo legge, in questo caso la 902 del 1977, che con l’articolo 2 disciplina la suddivisione dei patrimoni residui delle organizzazioni sindacali fasciste.
Non c’è da stupirsi: soltanto nella scorsa legislatura, 53 deputati e 27 senatori, quindi 80 parlamentari in totale, provenivano dalla Triplice. Logico che in parlamento si facciano leggi “ad personam”, o meglio ad usum sindacati.
I regali più importanti, inutile dirlo, arrivano però sempre quando al governo c’è una coalizione di centro-sinistra.
Eccone alcuni: nel maggio 1997 il governo Prodi, per iniziativa del ministro della Funzione pubblica, Franco Bassanini, ha tirato fuori dal cilindro la legge 127, la quale grazie all’articolo 13 libera le associazioni dall’obbligo di autorizzazione nelle attività e nelle operazioni immobiliari. Con la finanziaria del 2000 vengono invece istituiti fondi per la formazione continua gestiti da sindacati e associazioni degli imprenditori. Ancora con il governo Amato, nel 2001 è fissato l’importo fisso per i patronati calcolato su tutti i contributi obbligatori versati da aziende e lavoratori agli enti.
Attraverso i patronati, i Caf (Centri di assistenza fiscale) e le deleghe sindacali sulle pensioni giungono fiumi di denaro nelle casse dei sindacati. Un meccanismo infallibile: i patronati si occupano di previdenza, richieste di aumento e pratiche di invalidità. E per ogni pratica l’Inps rimborsa. L’assistito del patronato è però logicamente anche un potenziale cliente dei Caf: i Centri di assistenza fiscale, nati ovviamente con la sinistra al governo (Amato, anno 1992), compilano le dichiarazioni dei redditi e le spediscono via internet all’Inps. Ad ogni spedizione corrisponde un rimborso, anche se i costi sono pressoché azzerati.
In soccorso dei Caf è arrivato persino il decreto legislativo 241 del 1997, governo D’Alema, che concedeva loro l’esclusiva sulla verifica dei dati inseriti sui 730. Costringendo il Ministero delle Finanze a elargire un rimborso per ogni 730 inviato dai Caf.
Peccato che tale decreto sia stato “bastonato” nel 2006 dalla Corte di Giustizia Europea, senza che nessun quotidiano nazionale sempre attento alle sanzioni europee ne abbia dato notizia. Ma su internet la notizia si trova.
Alla fine le entrate che derivano dai tesseramenti, la cui revoca è pressoché impossibile, sono quelle meno importanti.
Allora, i sindacati davvero meritano agevolazioni fiscali?

lunedì 28 novembre 2011

Grane per Soru con i collaboratori dell'Unità !!! Lui risponde "meglio chiuderla"


"Sono azionista con grandissimo sacrificio economico. Non vedo l'ora che qualcuno la compri. Sono andato a chiederlo con molta insistenza in tante occasioni". Renato Soru, intervenuto al seminario di formazione per giornalisti di Redattore Sociale a Capodarco di Fermo e intervistato dal direttore di Radio 3 Marino Sinibaldi, parla così de l'Unità, giornale di cui è editore dal 2008. Nella sala una giornalista free lance chiede all'ex presidente della Sardegna perché il quotidiano non paga i collaboratori. Prima Soru dice che non è così. Poi interviene il presidente dell'Ordine dei giornalisti Enzo Iacopino e afferma: "C'è qualcuno che non le dice tutto...". A quel punto, imbarazzato, il numero uno di Tiscali risponde: "Se ci sono collaboratori che non percepiscono lo stipendio e che hanno scioperato da ottobre me ne scuso come azionista. Questo le dà il segno di un giornale che soffre la difficoltà di andare avanti. Si potrebbe prendere in considerazione anche l'ipotesi di chiudere"