Sarà perché è già il suo quarto mandato, ma il buon De Luca sembra essersi montato un po’ troppo la testa. Dopo aver fatto infuriare i Comitati Acqua Bene Comune, come potete leggere inquesto articolo di Qelsi pubblicato lo scorso 20 ottobre, il sindaco in quota Pd ha deciso che la sua Salerno debba avere un nuovo logo per la promozione di eventi, prodotti e immagini della città a livello internazionale. Un vero e proprio simbolo istituzionale per cui De Luca non ha voluto badare a spese: 200.000 euro tra ridefinizione del logo istituzionale e nuovo «lettering» per la toponomastica, tutto a spese dei contribuenti in tempi di crisi e di tagli.
Un costo elevato, motivato dal fatto che il sindaco di Salerno ha voluto avvalersi della collaborazione e consulenza di un “guru del design”, l’italo-newyorkese Massimo Vignelli, ideatore del logo.
Il problema però non sono solo i tanti soldi spesi per un’operazione ambiziosa, un po’ fanatica e di interesse collettivo assai dubbio e relativo. Peggio: quei soldi forse sono stati buttati via, perché quel logo non piace a nessuno.
Non piace ai salernitani, che hanno preso d’assalto internet per criticarlo. E non è gradito neppure dagli esperti di design, dagli altri “guru” per intenderci.
Le perplessità sono più che legittime. C’è chi dice che il nuovo logo sia stato copiato da quello del Napoli, fomentando oltretutto la rivalità calcistica tra le due tifoserie (certo per un salernitano non è bello che la sua città abbia un logo simile a quello partenopeo), chi addirittura lo associa al simbolo del Sapri Calcio. E in entrambi i casi i paragoni non sono per niente arditi.
Chi vuole infierire e confronta il nuovo logo di Salerno con quello di Roma. Qui, purtroppo per Salerno, non c’è partita.
Vi proponiamo un confronto anche noi:




