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domenica 23 ottobre 2011

Stanziati 1,655 Mld per la ricerca. Perché nessuno ne parla?

(ANSA) – ROMA, 21 OTT –


 “Gelmini, comincia fase investimenti per puntare a innovazione. Un miliardo e 655 milioni, piu’ un ulteriore 7% di risorse, saranno assegnati agli enti pubblici di ricerca in quella che il ministero per l’Istruzione, la Ricerca e l’Universita’, Mariastella Gelmini, ha definito, ”una nuova fase di investimenti” destinata a caratterizzare o’a seconda fase della legislatura. Lo ha detto oggi lo stesso ministro, dopo avere incontrato a palazzo Chigi i neo-presidenti degli enti, presente il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta”.
Ma io non vedo link su facebook degli studenti che di solito attaccano la Gelmini, ve li ricordate? Dai quelli che hanno devastato il centro di Roma con la loro manifestazione pacifica (cavolo devastano il centro, poi piazza San Giovanni, sono sempre così pacifiche le manifestazione dei pacifinti di sinistra). Nessuno salirà sul tetto dell’università questa volta? I vari Bersani, Vendola, Di Pietro non andranno a fare loro visita? No, nessuno darà risalto a questa importante notizia, perchè l’unica cosa che sanno fare a sinistra é criticare, lamentarsi e scioperare. Quindi pensiamoci noi, il popolo del fare, a lavorare…anche per loro.

Approda alla Camera la legge “anti-burca”, ma per la sinistra è un attentato alla libertà

Il ddl  anti-burca sarà all’esame dell’Aula della Camera la prossima settimana. “Sono molto contenta per questa decisione presa oggi dalla conferenza dei capigruppo di Montecitorio – commenta la parlamentare Pdl, Souad Sbai – perche’ l’Italia si metterà così al passo con il resto d’Europa dove e’ già vietato”. “Pensare a una donna con il burca – aggiunge la Sbai – significa non pensare a una donna. E’ ora di smetterla con la segregazione della donnamusulmana”.E’ fin troppo evidente che le dichiarazioni di Livia Turco sul disegno di legge contro il burqa, contraddistinte da irritante ipocrisia, non fossero sincere ma dettate dalla solita strategia di opporsi sempre alle proposte della maggioranza, anche quando queste suonano, sensate, ragionevoli, condivisibili.Secondo Livia Turco, il voto contro il burca sarebbe un attentato alla libertà di scelta della donna islamica. Non poteva pronunciare una frase più egoistica di questa. E’ la solita meschina, ignorante e vergognosa presunzione di chi ha avuto il privilegio di non aver mai sperimentato la condizione di schiava nel suo paese grazie a quel provvidenziale corso della storia italiana che, dal dopoguerra, ha concesso alle donne libertà, democrazia, emancipazione. Forse la sig.ra Turco confonde la libertà di scelta con la libertà di essere, di sentire, di sognare, di volare e soprattutto di guardare il mondo senza quel triste abito funereo che impedisce alla donna islamica di immergersi sorridente tra la gente, per le strade, nella natura.E’ la solita battaglia strumentale, per colpire, per abbattere, per distruggere. Ma questa volta la Livia l’ha “sparata grossa” perché nessuna donna che si dichiari progressista, libera ed emancipata potrebbe condividere la sua opinione che nasce solo dall’ obbligo politico di allinearsi alle direttive di partito anzi che obbedire alla sua coscienza.E’ possibile che un parlamentare che si occupa di questioni sociali non abbia la sensibilità di immedesimarsi nella condizione delle altre donne siano esse islamiche , occidentali , asiatiche e via dicendo? Dov’è quel sentimento di empatia che Jeremy Rifkin tanto decanta nel suo libro “La Civiltà dell’Empatia” come mezzo di unione e di salvezza delle società moderne? Certo che all’onorevole questo sentimento non sembra neanche sfiorarla tanto forte è in lei il sentimento opposto di ricacciare le donne islamiche, in occidente, sempre più nell’ inferno del loro silenzio, della loro emarginazione, della loro ancora persistente schiavitù. Cara Livia se fossi un giudice, ti condannerei a vivere tra i talebani almeno per un anno intero, avvolta naturalmente, nel lungo abito nero che ti copre il viso e sotto un sole cocente di 40 gradi all’ ombra. Forse allora, distrutta nell’anima, implorerai l’occidente di venirti a salvare. E come potrebbe l’Italia salvarti se tu con il tuo giudizio avrai nel frattempo diffuso in ogni angolo del paese questo costume barbaro sì da non poter più tornare indietro?
Pensaci cara Livia, e vivi sonni tranquilli perché fortunatamente ci sono le donne del PDL a salvarti in primis l’onorevole Souad Sbai che tanto sta lavorando per far comprendere alle donne ostinate come te, che la libertà di scelta deve essere per amare la vita in pieno sole e non tra le sbarre di una stoffa grigliata.
Fonte http://www.imolaoggi.it/?p=5223

sabato 22 ottobre 2011

Dal Pd al Terzo Polo tutti lo volevano !!


Ora la candidatura di Profumo puzza di frode fiscale e bruciato.


Tutti lo volevano, tutti lo cercavano. E il Partito Democratico si era lanciato in pubbliche manifestazioni di stima nei suoi confronti, intravedendo nella sua figura il tanto agognato “Papa straniero”, il candidato rassicurante e presentabile con cui fare breccia nell’elettorato moderato. Sulle agenzie di stampa, però, nel giorno dell’ iscrizione di Alessandro Profumo nel registro degli indagati per una complessa vicenda di operazioni finanziarie e presunta evasione fiscale che ha portato al sequestro di 245 milioni di euro a Unicredit, le voci dei politici tacciono. Black out, silenzio assoluto. Partito democratico compreso.
E’ un duro colpo per il super-manager in rampa di lancio verso i cieli della politica - ambito verso il quale aveva confessato di guardare “con volontà e disponibilità” - l’inchiesta della procura di Milano. Una sgradita ribalta che costringerà il banchiere a offrire chiarimenti sul suo operato e sulle sue responsabilità. E il Pd - che con Enrico Letta aveva guardato pubblicamente a lui definendolo “uno di cui ci sarebbe bisogno” - a resettare ambizioni e tentazioni e ad avviare una riflessione sul modo in cui trattare questa vicenda. In questi tredici mesi da disoccupato extralusso – la sua buonuscita ammonta a qualcosa come 40 milioni di euro – Profumo si era mosso con prudenza, in attesa dell’occasione giusta, mantenendo un posto da consigliere nel cda dell’Eni, un incarico nel consiglio di sorveglianza della banca russa Sberbank, oltre all’attività di consulenza finanziaria. Ora i frutti dell’attesa sembravano arrivati a maturazione e la discesa in campo  vicina a prendere corpo. Una intenzione non più sussurrata e fatta filtrare a mezzo stampa nel consueto gioco di indiscrezioni e successive smentite ma addirittura annunciata davanti alla platea dei rutelliani. “Sono pronto, se necessario, a dare il contributo per far funzionare le cose. Ci metterei tutta la passione necessaria”. Una manifestazione di intenti corredata dalle prime proposte: una patrimoniale shock da 400 miliardi “per riportare il debito sotto il 100% del Pil”. Ma anche l’innalzamento dell’età pensionabile, da parametrare all’aspettativa di vita. Praticamente interventi a gamba tesa sui grandi temi del dibattito attuale non certo tagliati sui dettami del manuale del perfetto politico a caccia di consensi. Tant’è che le sue ricette decisamente hard avevano subito fatto storcere il naso a parecchi esponenti del Pd. Un partito a cui Profumo ha sempre guardato non certo con ostilità visto che per due volte l’ex ad di Unicredit si mise in fila per votare alle primarie del centrosinistra. La prima nel 2005 quando fu scelto Romano Prodi. La seconda nel 2007, quando la moglie Sabina Ratti si candidò con Rosy Bindi per entrare nell'assemblea nazionale del Pd.
Non era stato, però, solo il Pd a pensare a lui. Di endorsement, più o meno espliciti e diretti, ce n’erano stati molti. Dal sindaco di Milano Giuliano Pisapia ai vertici di Confindustria, passando per il terzo polo nella sua triplice espressione Fini-Rutelli-Casini. Italo Bocchino, vicepresidente di Fli, ad esempio si era spinto fino a pronunciare un convinto: “Se Profumo scenderà in campo lo farà con noi” mentre il vicepresidente degli industriali Alberto Bombassei si era espresso sull’ipotesi dicendosi convinto che “la politica ne trarrebbe grande beneficio”. Tra i pochi esplicitamente contrari Antonio Di Pietro: “Ognuno faccia il suo mestiere. Di ragionieri che hanno gestito il potere delle lobby l’Italia può fare a meno”.
Naturalmente bisognerà attendere l’esito delle indagini per avere un quadro più chiaro. E non è escluso che a Via del Nazareno la tentazione Profumo – sul cui nome e sulla cui spendibilità pare fossero già stati effettuati alcuni sondaggi – possa tornare a farsi strada. Mai dire mai in politica. Magari, suggerisce qualcuno, Profumo potrebbe tornare utile non più come front-man ma come rassicurante ministro economico. Al momento, però, con le sue responsabilità nella frode fiscale ancora tutte da chiarire, i più invitano alla prudenza. E ammettono che la sua possibile candidatura profuma soprattutto di bruciato.

fonte: "l'occidentale"

Droga nelle scarpe e nel Corano, arrestato un calciatore della nazionale iraniana.


Fermato a Malpensa Hassan Amou Lashgarian, giocatore che militava nel campionato spagnolo. Arrestati altri due suoi connazionali, uno di Mestre.

VENEZIA - L'effetto è letale, oltre gli 0,15 grammi è overdose: lo «shaboo», cocaina sintetica prodotta in area asiatica, veniva portata in Italia dall'Iran da tre iraniani, tutti arrestati. Insospettabile corriere, il calciatore della nazionale iraniana Amou Lashgarian Hassan, 27 anni, militante anche nel campionato spagnolo. La squadra mobile della Questura di Venezia, che ha fatto scattare l'operazione denominata «Tappeto volante», ha bloccato il giocatore all'aeroporto di Malpensa con 690 grammi di droga (valore approssimativo circa 250mila euro).
Il calciatore professionista Amou Lashgarian Hassan
Il calciatore professionista Amou Lashgarian Hassan
Si tratta del secondo più grosso sequestro di «shaboo»; sostanza che era destinata soprattutto ai giovani delle discoteche di Veneto e Lombardia. Prima di arrivare in Italia la droga transitava attraverso l'Olanda o la Gran Bretagna. Il calciatore - ha spiegato oggi il capo della mobile Marco Odorisio - la nascondeva nel doppiofondo di quattro paia di sandali etnici; ma i trafficanti la celavano anche nelle copertine dure di testi sacri islamici. L'indagine - condotta in collaborazione con Interpol e Dcsa (Direzione centrale servizi antidroga) - è partita in settembre dal sequestro all'aeroporto di Lipsia di un pacco con 250 grammi di cocaina sintetica, destinatario Rahmani Moshaei Mahdi, 39 anni, residente a Mestre (Venezia), con permesso di soggiorno per motivi umanitari. La mobile lo ha rintracciato ed arrestato su ordine di custodia cautelare emesso dal gip Alberto Scaramuzza su richiesta del pm veneziano Giovanni Zorzi.

L'accusa è di essere il terminale italiano del traffico internazionale di droga dall'Iran assieme ad un connazionale, Aghajane Pooyan, 32 anni, domiciliato a Roma, anch'egli in manette per disposizione della procura veneziana. Le indagini proseguono per ricostruire la frequenza dell'importazione e i canali di distribuzione. Lo 'shaboò, detto anche 'icè (ghiaccio) perchè si presenta in cristalli delle dimensioni del sale grosso, viene sciolto nelle bevande, fumato o masticato e facilmente dà complicanze cardiache. (Ansa)

giovedì 20 ottobre 2011

Full immersion nella cinematografia di regime.


18

Venerdì 14 ottobre, il giorno prima delle manifestazioni degli indignados, full immersion nella cinematografia di regime sulla tv dell’Italia Sovietica: su Rai3 (la tv dei bolscevici indignati) è andato in onda “Gomorra”, La7 (della bolscevica Telecom)  invece ci ha proposto “Viva Zapatero”, un film della regista e collaborazionista del regime Sabina Guzzanti.


Fonte blog: "italiasovietica"

martedì 18 ottobre 2011

La grande ipocrisia


L'ipocrisia è la qualità della persona che volontariamente pretende di possedere credenze, opinioni, virtù, ideali, sentimenti, emozioni che in pratica non ha. Essa si manifesta quando la persona tenta di ingannare con tali affermazioni altre persone, ed è quindi una sorta di bugia (da Wikipedia).

"Hanno ragione". Per il governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, "i giovani hanno ragione a prendersela con la finanza come caprio espiatorio" (Il Giornale.it).

A tal proposito, e a proposito degli indignati, quel genere di indignati che ieri hanno messo a ferro (devastazioni) e fuoco Roma (incendio di auto e cose) e verso i quali ieri si è  benevolmente schierato Mario Draghi, guardate cosa scriveva di luiMario Giordano il 30 giugno scorso nella pagina facebook di Sanguisughe .
E credo che da quella data ad oggi non si è sentito dire che Draghi abbia preso provvedimenti al fine di autoridursi la pensione INPDAP da euro 14.843 lordi al mese. Pensione INPDAP che percepisce dall'1 aprile  2005, Da quella data, che ha segnato l'inizio del suo pensionamento alla verde età di 57 anni, a quella entrata si è poi aggiunto lo stipendio annuale di euro 1.041.008 per l'incarico di governatore della Banca d'Italia.
Credo pertanto che l'affermazione in favore degli indignados contenga un lauto infarcimento d'ipocrisia.

By Mario Giordano On giugno 10, 2011

Scusate se torno su Mario Draghi, ma il silenzio con cui è stato accolto dai grandi giornali la notizia che avevo pubblicato qui, mi invoglia a non mollare.
Ora scopro leggendo le classifiche dei redditi dei dipendenti pubblici che la retribuzione annuale del governatore di Bankitalia è pari a 1.041.008 euro, un milione di euro, oltre 80mila euro lordi al mese. Non male per uno che ogni giorno predica morigeratezza e chiede sacrifici agli italiani…
Però lo ripetiamo: non è lo stipendio in sè che suscita perplessità, e nemmeno sapere che gli omologhi di Draghi in Francia e Germania prendono un quarto del suo stipendio. Quello che suscita perplessità è sapere che Draghi dal 1 aprile 2005, cioè poco prima di diventare governatore, prende una pensione Inpdap non proprio misera: 14.843 euro al mese, 8.614 euro netti.
Un governatore che prima di diventare governatore va in pensione alla verde età di 57 anni, cumulando l’assegno Inpdap (14.843) euro con la ricca retribuzione che gli spetta. Ecco quello che suscita perplessità. Almeno in chi lo sa.


Fonte blog "marshall"

Eccolo "Er Pelliccia" !!!

Da Telecom news
Individuato e fermato dalla Digos il "personaggio" della foto del post di ieri.






Roma, 18 ott. (TMNews) - Fermato dalla Digos a Roma un 24enne coinvolto negli scontri del 15 ottobre nella Capitale. Si tratta di F.F., studente con qualche precedente per stupefacenti. E' stato fermato sotto casa, da solo, nel suo quartiere dove ènoto con il soprannome di "Er Pelliccia". Il ragazzo lo scorso 15 ottobre era stato immortalato da numerosi fotografi, mentre, durante gli scontri, impugnando un estintore, lo ha prima svuotato agitando l'erogatore in aria, e poi lo ha lanciato verso i contingenti delle forze dell'ordine. E' stato identificato e fermato della Digos della questura di Roma anche grazie al lavoro della polizia scientifica.

Una volta nell'abitazione del 24enne, la conferma dei sospetti. Il giovane, infatti, ha consegnato agli agenti alcuni dei vestiti utilizzati durante gli scontri. Alle prime domande degli agenti della Digos si è giustificato dicendo di aver "usato l'estintore per spegnere l'incendio". Il giovane è stato anche riconosciuto da un funzionario della Questura che si trovava nelle sue vicinanze, lungo la "traiettoria di tiro" dell'estintore. Per lui è scattato il fermo di indiziato di delitto per resistenza pluriaggravata.

fonte blog: "marshall"

MATTI ESALTATI


Uno dei delinquenti devastatori e distruttori di Roma è stato intervistato qui da Carlo Bonini e Giuliano Foschini di Repubblica(notizia tratta dal blog di Eleonora).

L'intervistato conclude dicendo che non è finita qui.
Ciò vuol dire che hanno intenzione di continuare a rompere e distruggere. Quindi, se non è fantasia giornalistica, o di quella testa malata dell'esaltato intervistato, penso che lo Stato si dovrà difendere da quella banda di facinorosi criminali delinquenti. E, stando alle provocazioni allo Stato, emerse nel corso dell'intervista, lo Stato dovrà ricorrere alle maniere forti per difendersi, e non come ha fatto a Roma: spettatore impassibile.
Lo dovrà fare senza guardare in faccia nessuno: i soliti politicanti prezzolati, o certi personaggi della "cultura" e dello spettacolo che stanno sempre dalla loro parte, qualunque danno essi creino.
Al leggere l'intervista, mi sembra d'aver di fronte una banda di matti esaltati. E mi chiedo: i genitori costoro non li hanno? Non pensano alla sorte delle loro famiglie, che se scoperte verranno additate al mondo come la feccia dell'umanità.
Si dichiarano in guerra. Contro chi?


E così, forti di questo loro convincimento si sono arrogati il diritto di mettere a ferro e fuoco Roma, come fecero i barbari di storica memoria, senza che le nostre forze dell'ordine abbiano potuto fare nulla, perchè hanno le mani legate!!!


BY BLOG "marshall"

lunedì 17 ottobre 2011

LO SFOGO DI UN POLIZIOTTO IERI A ROMA

«Maledetti! Guardate là il collega ferito, è la fine del mondo, guardate quanti incappucciati circondano il blindato dei carabinieri. Altro che pochi violenti isolati, diamine. È un’altra Genova, questa. E noi stiamo qui a fare le belle statuine mentre in testa ci piove di tutto. Fermi, dietro ai blindati, carne da macello mentre quelli (indica il furgone dell’Arma circondato dai black bloc, ndr) al posto di guida vedono la morte in faccia e magari pensano a quello là, come si chiamava, a quello che ha sparato a Giuliani a Genova. Una follia, cazzo. Una follia. Questa maledetta politica buonista è una follia. Perché la parola d’ordine sapete qual è? La volete sapere? Abbozzare. Attendere. Ripiegare. Non rispondere. Dobbiamo ab-boz-za-re sempre e comunque! Dal G8 di Genova l’ordine è sempre quello, altrimenti ci danno della polizia cilena e fascista. Obbligati a nasconderci dietro i mezzi, stare fermi come birilli anziché rispondere come siamo addestrati a fare. Non dobbiamo reagire a queste violenze, è assurdo. Ditelo voi ai Ministri. Guardate che scempio. Guardate gli occhi dei colleghi sotto ai caschi: vorrebbero correre e affrontare quegli scalmanati e invece no, zitti e buoni. Quelli forse arrostiscono là dentro e lo Stato al massimo concede ai blindati i caroselli con sirena, qualche lacrimogeno, idranti obsoleti, rare reazioni di alleggerimento. La solita strategia difensiva a oltranza. Abbozzare perché sennò ci scappa il morto, ma quale morto? Perché se muore una divisa, chissenefrega. Se muore uno che ti sta lanciando in faccia un estintore, diventa un caso internazionale con quei politicanti che parlano sempre di pochi facinorosi. Non ce la facciamo più: abbozziamo allo stadio, per la Tav, in strada coi black bloc. Scrivetelo, cazzo. Scrivetelo»

Per Repubblica ovviamente è colpa di Governo e Polizia


Ci mancava la dietrologia di Repubblica. Già incominciano a parlare di infiltrati e a scaricare le colpe su Governo e forze dell’ordine. I violenti? Poveri ragazzi che subiscono soprusi e sono stati costretti a reagire. Zucconi su Repubblica se ne esce con un articolo indegno in cui addossa tutto all’esecutivo

Un governo che non sa garantire l’ordine e la sicurezza di una manifestazione autorizzata e pacifica nella propria capitale, che non sa prevedere e prevenire quello che tutti noi avevamo temuto, che permette a centinaia di professionisti dello sfascio di arrivare tranquillamente lungo il percorso annunciato della sfilata addirittura con “uniformi nere e maschere antigas”
e poi la spara grossissima sulla differenza degli esiti delle proteste nel mondo, lodando Londra e criticando Roma
Come ha detto il corrispondente da Londra dello stesso TGUno, Antonio Caprarica, correttamente informando e involontariamente mettendo in stato d’accusa la città e il governo italiani, “Londra non si è fatta trovare impreparata”. Roma invece sì. Completamente impreparata, nella più benevola delle ipotesi. E Roma chi è, se non chi amministra la città e governa la nazione?
Qualcuno ricordi a Zucconi e a Repubblica che Londra e l’Inghilterra poche settimane fa sono state messe a ferro e fuoco dalla stessa tipologia di manifestanti con morti, feriti e devastazioni continuate per giorni. Una memoria corta tragicamente indicativa dello stato comatoso dei giornalisti di Repubblica.

E poi articoli continui che criticano le scelte della polizia. Non hanno isolato i violenti, non sono riusciti a tenere a bada centinaia di violenti. Centinaia? Ehhhhhh !!!!
Ma poi ci spiegassero una volta per tutte: se la polizia interviene e usa il pugno duro sono dei fascisti. Se non interviene e fa manifestare sono degli incompetenti. A sinistra parlano di necessità di filtri e controlli preventivi. Ma ve lo immaginate cosa sarebbe successo se carabinieri e poliziotti si fossero avvicinati per requisire caschi, mazze e bastoni? Ma questa gente, fiera della propria incoerenza, non si vergogna di questi commenti?

fonte Blog  "ilfazioso"



Per Bersani, Di Pietro e Vendola la colpa è del Governo, 
http://www.ilgiornale.it/interni/il_colpevole_devastazione_roma_di_pietro_governo_alimenta_scontro/antonio_pietro-rivolta_sociale-indignados-governo-scontro/16-10-2011/articolo-id=552045-page=0-comments=1


Venti le persone fermate durante gli scontri provocati dai Black bloc durante la manifestazione degli Indignati. Per 12 di queste c'è stato l'arresto. Il ministro dell'Interno riferirà martedì in Senato alle 16.30. Intanto dice: "Solo grazie a una gestione equilibrata dell'ordine pubblico si è evitato il peggio". Il sindaco Alemanno: "Basta buonismo, colpire con durezza questi animali". Confcommercio stima in un milione di euro i danni della "devastazione". Alcuni arrestati con in tasca la tessera del Partito di Vendola e di Ferrero. A New York 90 'indignati' arrestati.

Tra le vittime dell'odio cieco che ha messo a ferro e fuoco la Capitale, c'è anche una statua, una piccola Madonna che era oggetto di culto tra i romani e i pellegrini. "Quando sono sceso dal mio ufficio e sono arrivato in chiesa, le porte erano già state sfondate. Mi sono accorto che mancava la statua della Madonna di Lourdes e quando sono uscito fuori l'ho vista distrutta per terra". Don Giuseppe Ciucci, parroco della chiesa SS. Marcellino e Pietro al Laterano, racconta così a LaPresse l'irruzione di alcuni black block durante il corteo degli indignati che si è svolto ieri a Roma. Oltre alla statua, i teppisti hanno distrutto un crocifisso e infranto i vetri della sacrestia. Il sacerdote descrive gli atti vandalici di ieri come "gesti di violenza ingiustificata che riflettono un animo tenebroso e triste. È un comportamento che non si può giustificare". Le funzioni religiose oggi si sono svolte regolarmente con la prima messa celebrata, come da programma, alle 8.30.