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domenica 10 luglio 2011

Decreto Legge recante "misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria".

Decreto Legge recante misure urgenti
per la stabilizzazione finanziaria, il controllo
e la riduzione della spesa pubblica e la promozione
dello sviluppo economico e la competitività del Paese

Roma, 6 luglio 2011
Indice
A. Stop agli automatismi dei tagli lineari
B. Costi della politica
C. Costi degli amministratori
B. e C. Costi della politica e degli amministratori
1. Tempi e modalità applicative
2. Applicazione alle Regioni
3. Stop ai benefit dopo la cessazione della carica
D. Auto blu
E. Pubblico impiego
1. I target di risparmio
2. Le misure potenziali
3. La selettività degli interventi
4. Riallineamento delle retribuzioni pubblico privato
5. Effetti sull’occupazione
6. Dividendo dell’efficienza
7. Lotta all’assenteismo
F. Immobili pubblici
G. Trasparenza per le società a partecipazione pubblica
H. La diffusione della PEC
2
A. Stop agli automatismi dei tagli lineari
IL PRINCIPIO ISPIRATORE DI QUESTA MANOVRA
È LA RESPONSABILIZZAZIONE
L’approccio adottato in questa manovra è quello della responsabilizzazione. Tale
principio viene attuato con tagli mirati e selettivi che i singoli ministri, per le parti
di propria competenza, definiscono e implementano con l’obiettivo di
raggiungere i target di risparmio a loro imputati
Viene altresì procedimentalizzato il controllo sui tagli selettivi
3
B. Costi della politica
CONVERGENZA CON L’EUROPA
Il trattamento economico per i componenti della Camera e del Senato non potrà
superare il costo medio dei parlamentari degli altri Paesi appartenenti all’area
euro
Il trattamento economico per i componenti di altre cariche elettive (Presidenti di
Regioni, Province e Comuni e relativi consiglieri) non potrà superare l’analogo
trattamento economico percepito dai titolari di cariche omologhe degli altri Paesi
appartenenti all’area euro
Si affida all’Istat il compito di fornire gli elementi informativi per attuare questa
disposizione
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C. Costi degli amministratori
CONVERGENZA CON L’EUROPA E FINE DEI DOPPI INCARICHI
Il trattamento economico degli incarichi di vertice o dei componenti degli
Organismi, Enti o Istituzioni, individuati nell’Allegato A al testo della “Manovra”
(Corte Costituzionale, autorità indipendenti, organi di autogoverno della
magistratura, CNEL, ARAN, Consob, ecc.), nonché i Segretari generali, i Capi
Dipartimento, i Dirigenti di 1ª Fascia e incarichi equiparati nelle Amministrazioni
centrali dello Stato, al pari delle cariche elettive, non potrà superare la media del
trattamento economico percepito dai titolari di posizioni analoghe nei Paesi
dell’area euro
Si affida all’Istat il compito di fornire gli elementi informativi per attuare questa
disposizione
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B. e C. Costi della politica e degli amministratori
1. Tempi e modalità applicative
La nuova disciplina si applica a partire dai rinnovi delle cariche politiche e degli incarichi
amministrativi
Entro 30 giorni dall’entrata in vigore della “manovra” sarà istituita una Commissione ad hoc,
presieduta dal Presidente dell’ISTAT, che avrà il compito di raccogliere i dati e le
informazioni più rilevanti per individuare i parametri retributivi – entro il 1° luglio di ogni
anno derivanti dalla media dei trattamenti economici dei titolari di posizioni e incarichi
analoghi nei Paesi dell’area euro, da applicare in sede nazionale ai soggetti indicati nelle
slide precedenti
La Commissione avrà una durata di 4 anni e sarà rinnovata nel 2015
In sede di prima applicazione la Commissione raccoglierà le informazioni e individuerà il
nuovo trattamento economico, riferito all’anno 2010, entro il 31 dicembre 2011
Quindi, a partire dal 1° gennaio 2012, tali disposizioni saranno pienamente operative
6
B. e C. Costi della politica e degli amministratori
2. Applicazione alle Regioni
Le disposizioni generali in materia di riduzione dei costi della politica e
degli incarichi di vertice e per i componenti degli organismi anche
collegiali troveranno applicazione anche alle Regioni ordinarie o a statuto
speciale, nei limiti e nel rispetto dell’autonomia riconosciuta dalla
Costituzione
In particolare, le Regioni a statuto ordinario provvederanno ad
armonizzare i propri ordinamenti entro 60 giorni dall’entrata in vigore
della manovra, mentre quelle a statuto speciale adegueranno la propria
legislazione secondo le norme dei rispettivi statuti
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B. e C. Costi della politica e degli amministratori
3. Stop ai benefit dopo la cessazione della carica
Tutti i titolari di incarico o carica pubblica, di natura elettiva o per nomina,
compresi quelli degli organi costituzionali, nonché i componenti delle
Giunte e dei Consigli regionali, all’atto della cessazione dell’ufficio, non
potranno più utilizzare immobili, anche ad uso abitativo, né disporre di
mezzi di trasporto, di comunicazione o di informazione appartenenti ad
organismi pubblici. La norma non si applica agli ex Presidenti della
Repubblica
Per quanto riguarda la Camera, il Senato e la Corte costituzionale,
nell’ambito dell’autonomia che gli è riconosciuta costituzionalmente,
questi assumeranno le iniziative più opportune per limitare nel tempo i
benefits riconosciuti ai Presidenti dopo la cessazione della loro carica
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B. e C. Costi della politica e degli amministratori
3. Stop ai benefit dopo la cessazione della carica
Le disposizioni in materia di sicurezza nazionale o di protezione personale
per la specificità e la natura dell’incarico sono salvaguardate
Tali norme costituiscono principio di coordinamento della finanza
pubblica cui le Regioni si adegueranno con le modalità riconosciute dalla
Costituzione
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D. Auto blu
NON MAKE MA BUY TRASPARENZA E RESPONSABILIZZAZIONE
Su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione
sono disposte, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, le
modalità e i limiti di utilizzo delle autovetture di servizio al fine di ridurne
numero e costo
Le auto ad oggi in servizio possono essere utilizzate solo fino alla loro
dismissione o rottamazione e non possono essere sostituite
La cilindrata delle auto di servizio non può superare i 1.600 cc
Fanno eccezione le auto in dotazione al Capo dello Stato, ai Presidenti del
Senato, della Camera e della Corte costituzionale, al Presidente del
Consiglio e le auto blindate adibite ai servizi istituzionali di pubblica
sicurezza
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E. Pubblico impiego
1. I target di risparmio
CONVERGENZA CON IL SETTORE PRIVATO
La manovra finanziaria per il settore del pubblico impiego prevede
risparmi in termini di indebitamento netto non inferiori a:
– 30 milioni di euro per l'anno 2013
– 740 milioni di euro per l'anno 2014
– 340 milioni per l'anno 2015
– 370 milioni dal 2016
Le misure di riduzione della spesa sono attivate mediante decreto su
proposta dei ministri per la pubblica amministrazione e l'innovazione e
dell'economia e delle finanze
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E. Pubblico impiego
2. Le misure potenziali
Queste misure di riduzione della spesa potranno riguardare:
2.a. La proroga delle limitazioni alle assunzioni nelle amministrazioni
dello stato, nelle agenzie fiscali e negli enti pubblici non economici.
Sono esclusi dal blocco i Corpi di Polizia e i Vigili del fuoco. In
pratica per il 2014 le assunzioni possibili rimangono limitate al 20
per cento delle cessazioni invece di passare al 50 per cento come
previsto dalla normativa vigente
2.b. La proroga fino al 31 dicembre 2014 del blocco delle retribuzioni
2.c. La fissazione delle modalità di calcolo relative all'erogazione
dell'indennità di vacanza contrattuale per gli anni 20152017
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E. Pubblico impiego
2. Le misure potenziali
2.d. La semplificazione, il rafforzamento e l'obbligatorietà delle procedure
di mobilità del personale delle pubbliche amministrazioni
2.e. Ulteriori misure di risparmio, razionalizzazione e riqualificazione
della spesa (auto blu, lotta all'assenteismo, estesa anche al personale
del comparto sicurezzadifesa non impegnato in attività operative o
missioni)
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E. Pubblico impiego
3. La selettività degli interventi
Nell'ambito degli interventi sul blocco parziale del turn over sono possibili
anche interventi selettivi che tengano conto dell'esigenza di valorizzare e
incentivare l'efficienza di determinati settori
Ciò vale anche per il blocco delle retribuzioni, in questo caso la norma
prevede una consultazione con le confederazioni sindacali maggiormente
rappresentative del pubblico impiego
Si sottolineano la flessibilità dell'intervento e la possibilità di compensare
una misura con un'altra
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E. Pubblico impiego
4. Riallineamento delle retribuzioni pubblico privato
Retribuzioni di fatto nella PA e nel privato
Indici, base 2000=100
La figura confronta l’andamento delle
retribuzioni procapite di fatto del settore
pubblico con quelle del privato e con
135 l’andamento dell’inflazione (numero indice
140
145 Amm. Pubbliche
Settore privato
Inflazione
l andamento dell inflazione prezzi al consumo fino al 2010 e previsione
IPCA per gli anni successivi)
Per il settore pubblico, i valori dal 2011
120
t ti t ti f i t t
125
130
sono stati tenuti fermi, coerentemente con
gli effetti del DL 78/2010 e del decreto
legge appena approvato
110 Per il settore privato si è simulata
115
Valori simulati
l’applicazione del nuovo accordo di
regolazione salariale, basato sull’IPCA
netto energia ed applicato a retribuzioni
convenzionali
100
105
’00 ’01 ’02 ’03 ’04 ’05 ’06 ’07 ’08 ’09 ’10 ’11 ’12 ’13 ’14
Fonte: Elaborazioni Aran su dati Istat, contabilità nazionale
Il grafico mostra la piena convergenza tra le due curve, con valori praticamente coincidenti al 2014. Le misure adottate
potranno avere l’effetto di riassorbire completamente il differenziale di crescita che ha visto, nel periodo 20002010,
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incrementi retributivi nel settore pubblico più sostenuti di quelli di cui ha beneficiato il settore privato
E. Pubblico impiego
5. Effetti sull’occupazione
Negli anni 2008 e 2009 il personale si è già ridotto di circa 74.000 occupati
(scendendo a 3.493.481 unità da 3.572.317 del 2007, comprensivi anche dei
dipendenti con contratti flessibili)
Ci attendiamo che gli interventi già presi in materia di blocco parziale e selettivo
del turnover, contratti di lavoro flessibile, collocamento a riposo potrebbero
portare, nel 2014, il numero di dipendenti del settore pubblico sotto i 3,3
milioni di unità
Nel periodo 20082014, le misure complessivamente adottate porteranno
quindi a una riduzione stimabile in oltre 300 mila unità ( 8%)
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E. Pubblico impiego
6. Dividendo dell’efficienza
Il dividendo dell’efficienza, già previsto dalla normativa vigente e dall'accordo
firmato tra Governo e Sindacati il 4 febbraio u.s., viene rideterminato e
procedimentalizzato dalla manovra
Le amministrazioni possono adottare entro il 31 marzo di ogni anno piani
triennali di razionalizzazione e riqualificazione della spesa
I piani potranno riguardare il riordino e la ristrutturazione amministrativa, la
semplificazione e la digitalizzazione, la riduzione dei costi della politica e di
funzionamento, ivi compresi gli appalti di servizio, gli affidamenti alle partecipate
e il ricorso alle consulenze attraverso persone giuridiche
I piani dovranno indicare la spesa sostenuta a legislazione vigente per ciascuna
delle voci di spesa interessate e i correlati obiettivi in termini fisici e finanziari
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E. Pubblico impiego
6. Dividendo dell’efficienza
In relazione ai suddetti piani, le eventuali economie aggiuntive
effettivamente realizzate rispetto a quelle già previste dalla normativa
vigente e di quelle previste dalla manovra per il miglioramento dei saldi di
finanza pubblica possono essere utilizzate annualmente, nell’importo
massimo del 50%, per la contrattazione integrativa, di cui il 50% destinato
alla erogazione dei premi previsti dall’art. 19 del D.Lgs. 27 ottobre 2009, n.
150
La restante quota è versata annualmente dagli enti e dalle
amministrazioni dotate di autonomia finanziaria ad apposito capitolo
dell’entrata del bilancio dello Stato
La norma prevede delle garanzie per la verifica dell'effettivo risparmio
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E. Pubblico impiego
6. Dividendo dell’efficienza
Le risorse aggiuntive possono essere utilizzate solo se dalle
amministrazioni interessate è accertato a consuntivo, con riferimento a
ciascun esercizio, il raggiungimento degli obiettivi fissati per ciascuna
delle singole voci di spesa previste nei piani
I risparmi sono certificati, ai sensi della normativa vigente, dai competenti
organi di controllo
Per la Presidenza del Consiglio dei Ministri e i Ministeri la verifica viene
effettuata dal Ministero dell'economia e delle finanze Dipartimento della
Ragioneria generale dello Stato per il tramite, rispettivamente, dell’ufficio
bilancio e ragioneria e degli uffici centrali di bilancio e dalla Presidenza del
Consiglio – Dipartimento della funzione pubblica
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E. Pubblico impiego
7. Lotta all’assenteismo
Le pubbliche amministrazioni dispongono il controllo sulle assenze per
malattia dei dipendenti, valutando la condotta complessiva del
dipendente e gli oneri connessi all’effettuazione della visita, tenendo
conto dell’esigenza di contrastare e prevenire l’assenteismo
Il controllo è, in ogni caso, richiesto sin dal primo giorno quando l’assenza
si verifica nelle giornate precedenti o successive a quelle non lavorative
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E. Pubblico impiego
7. Lotta all’assenteismo
Le fasce orarie di reperibilità entro le quali devono essere effettuate le
visite di controllo e il regime delle esenzioni dalla reperibilità sono stabiliti
con decreto del Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione
Qualora il dipendente debba allontanarsi dall’indirizzo comunicato
durante le fasce di reperibilità per effettuare visite mediche, prestazioni o
accertamenti specialistici o per altri giustificati motivi, che devono essere,
a richiesta, documentati, è tenuto a darne preventiva comunicazione
all’amministrazione
21
E. Pubblico impiego
7. Lotta all’assenteismo
Nel caso in cui l’assenza per malattia abbia luogo per l’espletamento di visite,
terapie, prestazioni specialistiche o esami diagnostici l’assenza è giustificata
mediante la presentazione di attestazione rilasciata dal medico o dalla struttura,
anche privata, che ha svolto la visita o la prestazione
Il decreto estende anche al personale del comparto sicurezza e difesa non
impegnato in attività operative o missioni la normativa delle fasce di reperibilità
La manovra aggiunge un ulteriore tassello alla lotta all'assenteismo,
responsabilizzando di più le amministrazioni e in particolare la dirigenza
concentrando le visite di controllo sui casi più esposti all'abuso e rendendole
obbligatorie nei giorni che precedono o seguono i giorni festivi
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F. Immobili pubblici
PRIVATIZZARE E VALORIZZARE
IL PATRIMONIO RESIDENZIALE PUBBLICO
Attraverso il rilancio della collaborazione istituzionale tra il Governo e le
Regioni si promuovono la razionalizzazione della gestione del patrimonio
residenziale pubblico e la sua dismissione
Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e il Ministro per i rapporti
con le regioni promuovono in Conferenza unificata la conclusione di
accordi con le Regioni e gli enti locali volti a semplificare le procedure di
alienazione degli immobili di proprietà degli IACP e la dismissione e la
razionalizzazione del patrimonio di questi ultimi anche attraverso la
promozione di fondi immobiliari
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G. Trasparenza per le società
a partecipazione pubblica
PIÙ TRASPARENZA
È previsto che, entro tre mesi dall’ entrata in vigore del decreto, tutti gli
enti e gli organismi pubblici inseriscano sul proprio sito istituzionale,
curandone altresì il periodico aggiornamento:
– un elenco delle società di cui detengono, direttamente o indirettamente,
quote di partecipazione anche minoritaria, indicandone l’entità
– una rappresentazione grafica che evidenzi i collegamenti tra l’ente o
l’organismo e le società, ovvero tra le società controllate, indicando se
nell’ultimo triennio dalla pubblicazione le singole società abbiano
raggiunto il pareggio di bilancio
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H. La diffusione della PEC
Sono previsti meccanismi di tipo economico tesi a favorire il possesso e
l’utilizzo dell’indirizzo di posta elettronica certificata da parte degli
avvocati
La mancata indicazione, da parte dei difensori, del proprio indirizzo
PEC è sanzionata con una maggiorazione del 50% del contributo
unificato da corrispondere
In materia di contenzioso previdenziale e di giustizia tributaria, per
assicurare l’efficienza e la celerità dei relativi processi, viene previsto
che le comunicazioni possano essere effettuate anche mediante
l’utilizzo della PEC
25
Presidenza del Consiglio dei ministri
Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione
Corso Vittorio Emanuele, 116
00186 Roma
http://www.innovazionepa.gov.it

venerdì 8 luglio 2011

Il sindaco del Pd che si candida nonostante sia imputato e, dopo aver vinto le elezioni, rivela che la prescrizione tarderà

Succede in provincia di Bari, nella vendoliana Puglia.

Domenico Gatti, del Partito Democratico, è imputato in un processo per falsità ideologica in atti pubblici. A maggio, però, è riuscito a candidarsi alla carica di sindaco di Modugno, cittadina di 35.000 abitanti, garantendo ai dirigenti locali del partito che al momento della sua eventuale elezione il reato sarebbe stato prescritto. Ma i calcoli, in buona o cattiva fede, erano sbagliati: la prescrizione non arriverà prima del 2012. E intanto, l'imputato ha vinto le elezioni ed è diventato sindaco.

Il primo consiglio comunale a Modugno, dopo le elezioni di fine maggio che hanno sancito la vittoria di Domenico Gatti, si è tenuto ieri (4 luglio) in prima seduta. La seconda seduta sarà domani. Il nuovo sindaco si è dunque ormai messo all'opera, ma sulla sua testa pende la strana anomalia. Già prima delle elezioni, infatti, il caso di Gatti era balzato all'attenzione della cronaca poltica, anche nazionale, a causa della candidatura accettata nonostante fosse imputato in un processo per falsità ideologica in atti pubblici commessa in veste di pubblico ufficiale.

I fatti riguardano una questione relativa ad alcuni lavori edili. Tutto risale a quando il neo-sindaco lavorava per l'Istituto Case popolari di Bari: in veste di direttore dei lavori di alcuni cantieri di proprietà Iacp (Istituto Autonomo Case Popolari), è accusato di aver falsificato un documento sullo stato di avanzamento di cantieri per la ristrutturazione di case popolari a Sannicandro (Bari), obbligatorio per le opere pubbliche, liquidando ad un'impresa edile denaro per lavori che invece non sono stati compiuti. L'inchiesta, del 2003, riguardava l'allora presidente dello Iacp, Gaetano Mossa, che poi è stato anche arrestato con altri sei dirigenti dell'istituto per presunte irregolarità compiute tra il 1999 e il 2004. Il 2 febbraio 2007 il gip Antonio Lovecchio ha rinviato a giudizio dodici persone tra cui Gatti, che è stato imputato "per i reati di cui agli articoli 81, 479 in relazione all'articolo 476 codice penale perché in esecuzione di un medesimo disegno criminoso nella sua qualità di pubblico ufficiale attestava falsamente gli stati di avanzamento lavori 1 e 2 dell'appalto affidato all'impresa Multimedia costruzioni".

In occasione delle elezioni amministrative dello scorso maggio, l'esponente del Pd è riuscito ugualmente a candidarsi a sindaco affermando che sarebbe riuscito ad ottenere la prescrizione prima del suo eventuale insediamento. Ma secondo quanto affermato, soltanto ieri, dallo stesso legale di Gatti, l'avvocato Tommaso Barile, la prescrizione non arriverà prima del prossimo anno: il 2012. Stranamente i conti erano sbagliati: la prescrizione che sarebbe dovuta arrivare da un'udienza processuale di un paio di settimane fa è ancora lungi da venire. Si dimetterà il sindaco Gatti, dopo aver "sbagliato i conti"?
  
Fonte: Ansa

mercoledì 6 luglio 2011

Calano cassa integrazione e infortuni sul lavoro: "l'azienda Italia" è viva

Due dati confortanti hanno caratterizzato la giornata di ieri in tema di lavoro e occupazione: il calo della cassa integrazione e la riduzione degli infortuni. Il primo suggerisce di guardare al futuro con maggiore fiducia: le aziende cominciano a riprendere la produzione, a camminare dunque sulle proprie gambe. Il secondo dato è un primato: per la prima volta il numero degli infortuni è sceso al di sotto delle mille unità. Per quanto contrapposti (il primo declina, infatti, una situazione di “lavoro che non c’è”, mentre il secondo di un’occupazione che c’è ma che fa danni), i due dati sono un messaggio incontrovertibile: è ancora viva l’azienda Italia. E’ ripresa l’attività produttiva e i posti di lavoro sono più sicuri rispetto al passato.
Cominciamo dai dati diffusi dall’Inps sulla cassa integrazione. L’ente di previdenza parla di “brusca frenata”. Nel mese di giugno, infatti, le ore autorizzate di cassa integrazione sono diminuite del 20,1% rispetto al mese di maggio e lo stesso calo (del 20%) si è registrato anche rispetto a un anno fa, al mese di giugno 2010. Dal Nord Ovest arrivano i segnali più rassicuranti; meno decisivi quelli provenienti dal Mezzogiorno. Rispettivamente, infatti, le richieste a giugno sono calate del 25 per cento e del 22,3% sul mese di maggio. La flessione, precisa l’Inps, interessa tutte le categorie di cassa integrazione. Nel mese di giugno rispetto a maggio, in particolare, sono calate sia le ore autorizzate d’integrazione guadagni ordinaria (Cigo) del 5,9%; sia le ore autorizzate d’integrazione guadagni straordinaria (Cigs) del 34,7%; e sia le ore autorizzate d’integrazione guadagni in deroga (Cigd) del 24,9%).
La cassa integrazione (Cigo, Cigs o Cigd) è l’intervento d’integrazione salariale (appunto) erogato dall’Inps, con la funzione di integrare o di sostituire la retribuzione dei lavoratori che si vengono a trovare in precarie condizioni economiche a causa della sospensione o della riduzione dell’attività lavorativa. La Cigo spetta nei casi di sospensione o contrazione dell’attività produttiva dovute a: eventi temporanei e non imputabili al datore di lavoro o ai lavoratori; situazioni temporanee di mercato; intemperie stagionali. La Cigs è finalizzata a fronteggiare gravi situazioni di eccedenza occupazionale che potrebbero portare a licenziamenti; spetta nei casi di: ristrutturazione, riorganizzazione, riconversione aziendale; crisi aziendale; procedure concorsuali. Infine, la Cigd è rivolta alle imprese non destinatarie della cassa integrazione guadagni, ordinaria e straordinaria. Spetta in caso di sospensione del rapporto di lavoro e in presenza di un intervento integrativo da parte degli enti bilaterali, dopo aver esaurito gli interventi specifici del settore (ossia l’indennità di disoccupazione per lavoratori sospesi).
Tornando ai dati, per il Presidente dell’Inps, Antonio Mastrapasqua, “il segnale è univoco e forte”. Ed ha aggiunto che “il dato è coerente con la ripresa del pagamento dei contributi da parte delle aziende”. Questo è ciò che maggiormente rassicura sul fatto che vi sia una ripresa produttiva: infatti, un calo della cassa integrazione senza simultaneo incremento delle entrate contributive avrebbe avuto altro significato, quale il rischio del definitivo collasso del tessuto produttivo.
Una buona ventura prospettano pure i dati dell’Inail. Che ieri con la relazione del presidente, Marco Fabio Sartori presso la Sala della Lupa di Palazzo Montecitorio, ha presentato il Rapporto annuale sull’andamento infortunistico nel 2010, in presenza del Ministro del lavoro, Maurizio Sacconi.
Il rapporto evidenzia un ulteriore calo degli infortuni sul lavoro in Italia. In particolare, gli infortuni denunciati sono risultati 775mila, in calo dell’1,9% rispetto ai 790mila che ci furono nel 2009. Il dato da primato è il numero degli infortuni mortali: è sceso sotto la soglia dei mille, cioè a 980, con un calo del 6,9% (nel 2009 furono 1.053, 1.452 dieci anni fa) e toccando, così, il nuovo minimo storico dal dopoguerra.
I settori che hanno maggiormente beneficiato del calo infortunistico sono l’agricoltura (calo del 4,8% degli incidenti e del 10% dei casi mortali) e l’industria (meno 4,7% gli infortuni e meno 10% i casi mortali). Il ramo dei servizi, invece ha registrato una sostanziale stabilità degli infortuni (aumentati dello 0,4%) e un modesto calo (del 3%) degli incidenti mortali.
Il calo del fenomeno infortunistico è certamente dovuto in parte al raggiungimento del picco della crisi economica. Sotto questo aspetto, si giustifica il fatto che la flessione maggiore si sia avuta nel Mezzogiorno (con un meno 3,2%), area appunto penalizzata più delle altre dalla scarsa occupazione; seguita dal Centro (con un meno 1,8%), dal Nord Est (con un meno 1,6%) e dal Nord Ovest (con un meno 1,3%). Il 60% degli incidenti si è concentrato, quindi, nelle zone settentrionali dove maggiore è la densità occupazionale.
E’ andata peggio alla manodopera straniera. Gli incidenti sono aumentanti dello 0,8%, con una forte componente femminile per la quale l’incremento è stato del 6,8% (per i maschi addirittura c’è stato il calo dell’1,2%). Tuttavia, le morti bianche, anche in questo caso, sono fortunatamente scese del 4,2%.
Il dato assolutamente negativo è quello sulle denunce della malattie professionali. Nel 2010, infatti, si è registrata la cifra record di 42.347 casi (nel 2009 furono 34.753, in un progressivo incremento dalle 26.752 che si registrarono nel 2006). Le patologie più frequenti sono state di tipo osteo-articolare e di tipo muscolo-tendinee dovute al “sovraccarico biomeccanico”. Con tutto il riguardo nei confronti di chi ne soffre, si tratta tuttavia di patologie addebitabili, naturalmente, al fisiologico logorio della vita moderna: del resto, un lavoro senza fatica non è stato ancora inventato.  
Il Presidente dell’Inail ha ribadito il suo impegno nella “diffusione capillare e mirata delle azioni di prevenzione” per arrivare ad un ulteriore “salto di qualità”. Il ministro del lavoro ha parlato di dati “certamente incoraggianti e positivi”. “Sta crescendo la cultura della sicurezza”, ha aggiunto infine Maurizio Sacconi, “nonostante le pressioni competitive particolarmente forti in questo periodo”.

martedì 5 luglio 2011

Qualcuno conosce un bravo psicologo (ma molto bravo) per Sabina Guzzanti?

Ma chi sarà questa donna che si alza e comincia a inveire contro Capezzone e altri esponenti del Pdl in una conferenza stampa a Roma sull'ex cinema Palazzo, preso in affitto da una società che vuole realizzare un casinò?

Una anarchica? Una delle solite scalmanate dei centri sociali? Una "squatter" che occupa case abusivamente?

No, è Sabina Guzzanti. Un personaggio televisivo. Definirla "artista" suonerebbe fesso. Trattasi della "comica" che ha accusato Mara Carfagna di essere lì dov'è grazie a favori sessuali al premier, che ha definito "fetecchia" Giuliano Ferrara in diretta tv, e che ha persino avuto il coraggio di scherzare sul cancro di Oriana Fallaci.

Era da un po' che non assurgeva agli onori della cronaca. Non ne sentivamo la mancanza, ma forse lei di noi sì. Ha voluto lanciare un grido di aiuto.

Questa donna ha bisogno di aiuto, facciamo qualcosa.

Il video si commenta da sè. Una vera scenata isterica dell'ennesimo personaggio televisivo che ha avuto successo solo perché schierato politicamente, non avendo doti di rilievo.

lunedì 4 luglio 2011

Comunicato Ufficio Stampa Lega Nord sezione di Parma



LEGA   NORD
Segreteria Provinciale di Parma
Piazza Ravenet ,1
43100 Parma


C O M U N I C A T O     S T A M P A


Comune di PARMA



La Segreteria Provinciale della Lega Nord, alla luce dei fatti che hanno coinvolto dirigenti del Comune di Parma e dell’annunciata volontà del Sindaco, Pietro Vignali,  di non ricandidarsi alle prossime elezioni, ribadisce preoccupazione per la salute economica del Comune, auspicando che le vicende politiche che hanno interessato la maggioranza (di cui la Lega Nord non fa parte essendo all’opposizione) non interferiscano negativamente nel processo di risanamento dei conti del Comune.
Per Roberto Corradi ed Andrea Zorandi, rispettivamente Segretario Provinciale e Segretario Cittadino della Lega Nord: “Con le dimissioni di assessori e la rinuncia ad una seconda candidatura da parte di Vignali, prendiamo atto del fallimento di un modello politico-amministrativo che aveva fatto dell’autoreferenzialità la propria regola di funzionamento.
La Lega Nord ha svolto con coerenza il proprio ruolo di opposizione, nei confronti delle tante scelte, troppe, inopinatamente “calate dall’alto” da un’Amministrazione Comunale restia al confronto e refrattaria alle numerose proposte costruttive (e non demagogiche)  formulate dal Carroccio parmigiano.
Auspichiamo che i pochi mesi che ancora restano all’Amministrazione, vengano utilizzati per rivedere scelte precedenti, rivelatesi sbagliate, ed altresì per fare chiarezza su vicende (vedi l’inceneritore di Parma) che meritano approfondimenti e chiarimenti che i cittadini chiedono da tempo sia al Comune che alla Provincia di Parma.
Prendiamo atto della fine di una stagione politica che non abbiamo mai condiviso; certi che gli elettori, quando saranno chiamati ad esprimersi, sapranno premiare la coerenza della Lega Nord ed il contenuto delle nostre proposte per il risanamento ed il rilancio di una Città che non può, e non deve, rassegnarsi ad un futuro da “serie B”.
Parma, 28 giugno 2011                                    Ufficio Stampa Lega Nord PARMA

Le TRE pensioni d'oro di Prodi: 14.254 euro al mese

Ma quanto è diventata cara la mortadella. Persino in tempo di crisi. 14.000 euro al mese, mica bruscolini.
Tranquilli, però, non stiamo parlando dell'insaccato. Quello è ancora alla nostra portata, grazie al cielo.
Il Mortadella tanto caro alle tasche degli italiani ha invece un nome e cognome: Romano Prodi, per due volte presidente del Consiglio italiano. Ed anche, come quasi tutti ricordano, ex presidente della Commissione Ue. E pure ex docente universitario.

Un vero factotum, che però ora è in pensione. E percepisce ben tre vitalizi:
Una somma che deve averlo un po' imbarazzato, se in una dichiarazione Ansa del 24 novembre 2010 si è abbassato l’assegno previdenziale, citando correttamente i 5.283 della commissione europea, ma poi mentendo sui 1.797 euro lordi da ex parlamentare e i 2.811 lordi come ex professore universitario: in realtà quelle cifre da lui comunicate sono al netto. E al lordo corrispondono appunto a 4.725 (precisamente 4.725,04) e 4.246 (4.246,43) euro mensili.

Il cumulo di vitalizi d’oro è in realtà una consuetudine abbastanza diffusa, anche e soprattutto fra i "compagni" difensori degli operai. Armando Cossutta, ad esempio, incassa una pensione Inps dal  , grazie alla famosa legge Mosca, attraverso la quale il "nemico" Stato borghese ha riconosciuto a dirigenti di partito e sindacalisti contributi mai versati.
Dal 2008, però, Cossutta percepisce ben due pensioni: all’assegno Inps si è aggiunto il sostanzioso vitalizio parlamentare, 9.604 euro lordi al mese, una cifra che rappresenta una burla per qualsiasi operaio. Tanto più che al momento di lasciare il Parlamento, dopo la bellezza di ben 10 legislature, l'ex leader dei Comunisti italiani ha pure incassato una liquidazione pari a 345.744 euro, da lui stesso definita senza troppa vergogna «assegno di solidarietà».

Cossutta forse si è sistemato, ma il buon Romano Prodi, con le sue tre pensioni per un totale di 14.000 euro mensili, riuscirà ad arrivare alla quarta settimana? O ha bisogno di tornare in politica?


E il Pd super-indebitato si fa pignorare 33 milioni di euro di rimborsi elettorali

Volete un esempio di gestione oculata di un bilancio? Non fate come il Pd. O meglio, come gli ex Ds. Il partito che cambia un segretario all'anno avrebbe bisogno pure di tanti tesorieri, perché è riuscito nell'impresa di farsi pignorare i rimborsi elettorali dalle maggiori banche italiane. Tutte creditrici.

I rimborsi elettorali sono stati percepiti regolarmente nel 2006 e 2007, ossia fino a quando i Ds sedevano in Parlamento. Con le elezioni politiche anticipate del 2008, però, i Ds hanno di fatto smesso di partecipare alle consultazioni. Al loro posto, come si sa, si è presentato il Pd.
A quel punto il pool di banche creditrici, venendo a conoscenza che il partito non ci sarebbe più stato, ha pensato di rivalersi sull'unica entrata certa: i rimborsi elettorali, per l'appunto. Ugo Sposetti, ex tesoriere dei Ds, racconta: "Dal 2008 non ho più visto un baiocco, o per meglio dire un euro". Già, tutti i "baiocchi" sono stati sequestrati, in attesa che "il tribunale di Roma risolva il giudizio intentato provvedendo alla ripartizione pro quota delle somme pignorate alle banche creditrici" come rivela lo stesso Sposetti sul sito Repubblica.it.


L'ammontare del pignoramento è pari alla cifra di 33 milioni di euro. Oltre alle maggiori banche italiane, s'è inserita pure una parte di dipendenti al fine di garantirsi quantomeno la quota del Tfr spettante fino a quel momento.

Ma il debito degli ex Ds ora Pd a quanto ammonta? Qui Sposetti si fa sconsolato ma anche un po' fatalista: "L'entrata prevista dai rimborsi elettorali era di 33 milioni. Il debito è qualche cosa di più". Apperò!! Qualche cosa di più quanto? "Eeeh quanto. Sta scritto in bilancio, adesso non ricordo. Insomma, qualche decina di milioni di euro. Non è che uno fa i manifesti per le proprie disgrazie. Uno si deve presentare agli altri in modo sereno, tranquillo". Contento lui!

Sarà uscito qualcosa sul Fatto Quotidiano? Niente da fare. Travaglio, Padellaro e company hanno preferito dedicare un lungo articolo sull'"irresponsabile Scilipoti" che deve 230mila euro ad un ingegnere (attenzione, non qualche imprecisata decina di milioni, sicuramente più dei 33 pignorati, come i Ds) e si è visto pignorare una somma pari a 333mila euro. Qui
l'articolo a firma Giuseppe Giustolisi riportato su un sito internet: http://idv-voghera.blogspot.com/2011/04/irresponsabile-scilipoti-pignorati-i.html
Scelte editoriali targate Fatto Quotidiano.

In video le dichiarazioni del tesoriere Ds/Pd sul sito Repubblica.it, che grazie al cielo qualche volta ancora bacchetta, anche se con simpatia e paternalismo, il Pd: http://tv.repubblica.it/le-inchieste/33-milioni-per-i-ds-ma-io-non-visto-un-baiocco/71373?pagefrom=1

Di: Riccardo Ghezzi