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venerdì 4 febbraio 2011

Consiglio di Stato: la moschea è illegittima !!

Il giorno dopo la sentenza del Consiglio di stato che ha dichiarato illegale la procedura seguita dal Comune per la moschea è polemica a distanza fra il segretario comunale della Lega Nord Andrea Zorandi e l'assessore all'Urbanistica Francesco Manfredi, con il leghista che chiede le dimissioni dell'assessore, il quale replica che a Verona l'amministrazione leghista  ha seguito le stesse procedure. Il Comune, dal canto proprio, ribadisce, ancora per bocca di Manfredi e dell'assessore ai Servizi Lorenzo Lasagna che già dai prossimi giorni verranno attivate tutte le procedure necessarie per dare continuità legale all'attività del centro islamico, trasformandolo in luogo di culto.
Zorandi: «Manfredi si dimetta»
«Come pensiamo di far trionfare la legalità e la sicurezza quando amministratori e gruppuscoli di estremisti si fanno beffe delle leggi dello Stato italiano?»,  è l'inizio del comunicato di Zorandi che prosegue: «Come cittadini quale considerazione possiamo avere verso amministratori, per esempio l’assessore all’Urbanistica, che spacciano, e il termine non è scelto a caso, per logiche e lecite le scelte e le delibere volute e votate su tema della moschea? Scelte fatte solo per motivi elettorali essendosi spesi sul suo spostamento in campagna elettorale: ricordiamo che sia il Tar che il Consiglio di Stato hanno, senza mezzi termini, definito illegali e illegittime la delibera iniziale e tutte quelle consecutive. E qual è la decisione dell’assessore? Cambiamo le regole e i regolamenti che noi stessi abbiamo deliberato: perché io sono “il re” e decido io e voi sudditi pagate le spese. Ma non solo: pretende di incolpare di tutto questo le leggi approssimative; ma penso che l’assessore sia tenuto a conoscerle le leggi e prima di qualsiasi decisione chiederne eventuali delucidazioni esplicative e inoppugnabili: ma questo sarebbe contrario al senso di onnipotenza che lo pervade. Dato che per due anni ha costretto una intera comunità, quella islamica, a vivere nell’illegalità,  dovrebbe rassegnare le dimissioni dal ruolo pubblico che indegnamente ricopre».
di Andrea Zorandi (Segretario Lega Nord Parma)

giovedì 3 febbraio 2011

Ancora una volta Libè perde un'occasione per stare zitto !

Ancora una volta l’onorevole Mauro Libè ha perso l’occasione per evitare una brutta figura. Pochi giorni fa, proprio dalle colonne di questo giornale, il deputato Udc ha infatti lanciato l’ennesimo atto di accusa contro il Governo e la Lega Nord, colpevoli a suo dire, di volere a tutti i costi la riforma federalista. Quella riforma che secondo Libè porterà meno soldi ai Comuni ma che, smentendolo categoricamente, porterebbe a Parma 117,3 milioni, vale a dire quasi 31 milioni in più rispetto a ora. Un risultato non da poco che a Libè non solo dà fastidio, forse perché in Aula ha votato contrario a un intervento che va favore della sua gente, ma che proprio lo irrita.
Ed eccolo allora gridare allo scandalo della burocrazia che mette un freno allo sviluppo. Ma, viene da chiedersi, dove è stato Libè negli ultimi anni? Sulla luna? E’ forse lui l’unico a non essersi accorto che grazie al lavoro del ministro Roberto Calderoli la semplificazione normativa e la sburocratizzazione stanno avanzando veloci? Certo, molto resta da fare, ma è altrettanto vero che molto è stato fatto. E non si può pensare di cancellare in un solo attimo una serie di norme introdotte con il passare dei decenni che rimandano l’una all’altra in un rompicapo incredibile. Di fatto comunque, proprio grazie al lavoro del ministro Calderoli sono state tagliate 375mila leggi che permetteranno alle casse statali un risparmio di 800 milioni
Anche quanto alle infrastrutture forse Libè è rimasto indietro. Evidentemente non deve essersi accorto del lavoro che il Governo sta facendo in questi anni e che ha visto il sottoscritto e la Lega giocare un ruolo di primo piano, ad esempio, per il finanziamento della Ti-Bre. Un intervento strategico che la nostra terra attendeva da tempo e che ora è giunto a realizzazione.
Serve un’inversione di tendenza, dice Libè, ma invece serve la presa di coscienza che questo Paese ha bisogno di cambiare. Servono le riforme. Serve il coraggio di guardare la realtà e dire quello che non va. Non nascondersi dietro un dito portando avanti un’opposizione sterile e improduttiva che punta solo alla demonizzazione dell’avversario politico. Se poi a farlo sono proprio quelli che parlano di un nuovo polo chiedendo la “discesa in campo dei veri responsabili” l’amaro in bocca resta ancora più forte.
Se di responsabilità di vuole parlare si smetta di dire sempre di “no” e si cominci a guardare alle reali esigenze del nostro Paese. Non come invece ha fatto Libè che al di là delle critiche non ha avanzato una sola proposta costruttiva.
Quanto al Nuovo Polo che dovrebbe racchiudere Udc, Fli e Api non vorrei che come l’anno scorso abbiamo assistito alla moria di tante api dovuta all’abuso dei fitofarmaci nei campi, anche questa volta si assista alla nascita di una nuova entità con un destino già segnato: quello di scomparire in fretta. E se le premesse sono quelle prospettate da Libè più che di un inizio sembra che si stia già parlando di una fine.
On. Fabio Rainieri

sabato 22 gennaio 2011

Parla la mamma di Nadia Macrì !! Ma Santoro la censura !!

Stupidaggini, solo stupidaggini. Conosco mia figlia meglio di chiunque altro e so come è fatta. Ha visto che giornali e tv non si occupavano più di lei dopo le sparate degli incontri con Amministratori Parmigiani ed è voluta tornare ad essere protagonista. Come ho sempre detto mia figlia ha racconta e racconterebbe balle colossali per avere notorietà. Non si rende conto delle conseguenze che può avere questo comportamento. Nadia corre come i cavalli, guarda solo davanti, ha i paraocchi.
Sono parole di Maria Luigia Peluso, la madre di Nadia Macrì, l’escort (leggasi prostituta)  intervistata da AnnoZero  sui presunti incontri di natura sessuale fra Silvio Berlusconi e Ruby (che peraltro ha smentito tutto quello dichiarato dalla Macrì) . Nell’intervista rilasciata all’inviato Sandro Ruotolo, la Macrì ha raccontato molte cose già dette ai giornali nei mesi passati, ma è “grazie” a lei se il numero del Presidente del Consiglio è ormai di dominio pubblico. E da lei nasce praticamente tutta l'inchiesta. 
Come ho già avuto modo di dire, quando è iniziata questa storia ho letto che Nadia mi avrebbe passato al telefono Berlusconi. Non è mai successo. Non ho mai, e dico mai, parlato al telefono con il presidente. Ecco, questa è Nadia: esagera con la fantasia e farebbe qualsiasi cosa pur di apparire sui giornali o in televisione.    Non voglio sentirla fino a quando continuerà su questa strada. Sta buttando via la sua vita per il miraggio della notorietà.

martedì 18 gennaio 2011

NASCE LA CARTA D’IDENTITA’ DEI NOSTRI CIBI .

Piena soddisfazione da parte di Fabio Rainieri, segretario della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati e capogruppo della Lega Nord nella Commissione contro la Contraffazione, dopo il via libera definitivo alle nuove norme in materia di etichettatura fortemente volute dall’ex ministro Luca Zaia
Riunita in sede legislativa, dopo il via libera bipartisan dell’emiciclo di Palazzo Madama, la Commissione Agricoltura di Montecitorio si è infatti espressa a favore del disegno di legge sull'etichettatura dove, grazie all’impegno dello stesso Rainieri, tra l’altro, è stato inserito l’obbligo di utilizzare gli stessi colori e la stessa dimensione di carattere per tutti gli ingredienti usati nella produzione. Un particolare non da poco che evita, ad esempio,  che al fianco della scritta Parmigiano,nelle buste di  grattugiatosi legga poi un lungo elenco di altri formaggi presenti ma riportati più in piccolo.
“Il via libera della Commissione - ha detto Rainieri – è di primaria importanza. Il disegno di legge approvato, anche di fronte ai recenti gravi episodi legati alla presenza di diossina nelle uova provenienti dalla Germania, è un segnale importante sia alla filiera agroalimentare che ai consumatori. Il Parlamento ha finalmente dato quelle risposte che si attendevano da tempo. Spiace solo che, non certo a causa della Lega Nord, i tempi di approvazione di una vera e propria ‘riforma agricola’ siano stati allungati. Un’etichetta chiara, trasparente e con l’indicazione d'origine per tutti i prodotti garantisce sia i consumatori che gli agricoltori. E nello stesso tempo permette di valorizzare il 'made in Italy' e di salvaguardare la nostra agricoltura di qualità.”.
“Certo – ha aggiunto Rainieri -, ora il problema non è più quello di dare una carta di identità ai nostri cibi, ma di spostare l’attenzione della Commissione Ue su questo tema. A Bruxelles dobbiamo impegnarci con la massima fermezza affinché la normativa, soprattutto per quello che concerne l’indicazione d’origine, venga totalmente recepita “.
Ufficio Stampa On. Rainieri

Tira più un pelo di f... che un carro di buoi.

Gentile Direttore,
probabilmente questa volta il Premier lo fanno saltare definitivamente; se l'è cercata, forse a causa del testosterone alto, o forse per una forma di priapismo dannunziano irrestistibile. Ma ho un dubbio forte. Queste vicende scandalistiche, questo puttanaio di escort, sono cose che gli addetti ai lavori (magistrati, ecc) conoscevano da tempo. Allora perchè proprio ora scoppia la bomba? Secondo me per ostacolare in tutti i modi il Federalismo ormai alle porte. Il timore di dover rinunciare a montagne di miliardi sta facendo tirare fuori le unghie a tutti coloro che preferiscono vivere sfruttando il denaro altrui e i sacrifici di alcuni. Non credo di sbagliarmi un granchè. La posta in gioco è altissima. Il Federalismo vero, fortemente voluto dalla Lega, costringerebbe Regioni e non solo a stringere i cordoni della borsa, a porre un freno a sprechi e giochi disonesti. E chi vive da mezzo secolo sulle spalle della cassaforte centrale, ossia con i soldi di tutti, farà il diavolo a quattro per far saltare il banco. La superficialità con la quale Berlusconi gestiva il suo tempo libero, ricadrà su tutto il paese. E' proprio vero l'antico detto: tira più un pelo di f... che un carro di buoi.
Marco Chierici

lunedì 17 gennaio 2011

Succede a Parma !!!

E le Autorità preposte non hanno ancora mosso un dito per non urtare la sensibilità di quattro scansafatiche di qualche centro socialmente inutile !!! Quello che leggete sotto è il tranquillo e freddo commento dei parenti che vorrebbero risolvere tranquillamente e quanto prima la triste vicenda. Ma viene da chiedersi per quale motivo questi delinquenti non provano ad occupare un appartamento dato a titolo gratuito dal Comune a qualche extracomunitario al momento assente perché in galera !!!

La cosiddetta associazione “rete diritti in casa” ha occupato ormai da più di un mese due alloggi lasciati da anni vuoti a favore, a suo dire, della speculazione.

..peccato che l'appartamento appartenga ad una signora anziana, sola, invalida e ricoverata presso una casa di cura.
L'appartamento è l'unico bene di sua proprietà e rappresenta l'unica garanzia che hanno i parenti per poterle garantire le cure di cui ha bisogno. La casa è stata costruita con il sudore della fronte dal marito dell'anziana signora. In quegli appartamenti sono cresciuti i suoi figli e nipoti. Non si tratta perciò di speculazione. Non si tratta nemmeno di un'azione dimostrativa verso un sistema poco sensibile verso gli sfrattati o i senza tetto ma di una vera e propria violazione di domicilio.
Sarebbe il caso, prima di effettuare questo genere di “reati” di accertarsi almeno che con esse non si vada ad aggravare situazioni già precarie e drammatiche per conto loro.

'Costruiamo moschee e distribuiamo le copie del Corano !!

Recentemente in Egitto stiamo assistendo ad una vera e propria caccia ai cristiani. L'ultimo caso è solo di ieri, nell'Egitto a maggioranza mussulmana e minoranza cristiana, circa due settimane dopo il drammatico attentato di Capodanno. Dopo le parole di preoccupazione di Papa Benedetto XVI, la Repubblica araba d'Egitto ha richiamato l'ambasciatore presso la Santa Sede ritenendo quella del Papa un'ingerenza inaccettabile negli affari di Stato. Un'ingerenza inaccettabile, proprio così. Proprio come la Cina ritiene ingerenza inaccettabile ogni parola in difesa del Dalai Lama.
Il nostro Stato, invece, che cosa ritiene inaccettabile? Che cosa fa concretamente per contrastare i comportamenti inaccettabili di certi paesi? Nulla. Chiacchiere, polemiche inconcludenti, questa è la verità. L'Italia, sia essa governata dalla destra o dalla sinistra, è il prototipo della puttana del mondo. Per noi l'importanza sta nel denaro, punto. Siamo di un'ipocrisia esemplare. Affari con la Cina, pacche sulle spalle al dittatore della Libia, sorrisi con l'Egitto e con la quasi totalità di quei paesi che per le loro "cause religiose" fanno piazza pulita di chi professa la religione cristiana.
Costruiamo moschee, distribuiamo le copie del Corano alle nostre ragazze-hostess reclutate da Gheddafi, e via di questo passo. Questo è lo Stato italiano: smidollato.
Nè più nè meno di quello che è per me l'ONU: un organismo inefficiente e smidollato, incapace di contrastare le più elementari ingiustizie sociali, morali, religiose, etiche e sui diritti umani. Stragi in nome di Allah avanzano indisturbate a macchia di leopardo su tutto il pianeta. Oriana Fallaci oggi sarebbe in prima linea per denunciare quella che è una vera e propria invasione violenta, ma, purtroppo, giornali e giornalisti del nostro Bel Paese seguono mestamente il gregge, guardandosi bene dall'esporsi troppo o di utilizzare una parola offensiva. La sincera verità va, invece, innalzata come un'alabarda benedetta e dovremmo in milioni sostenere la pur molle e pacata reazione del nostro Pontefice.

La doverosa risposta di Marchionne alla FIOM-CGL

 «Non si può confondere il cambiamento con un insulto all'Italia» ha replicato poco dopo Marchionne. «Se introdurre un nuovo modello di lavorare in Italia - ha detto Marchionne al Salone dell'Auto di Detroit - significa insulto mi assumo le mie responsabilità, ma non lo è.
 L'ho già detto e lo continuo a ripetere: è un messaggio totalmente coerente con la strategia industriale di questo gruppo». «Siamo assolutamente convinti - ha aggiunto - che il modo di operare industrialmente in Italia, anche sulla base della nostra esperienza a livello internazionale, debba essere rinnovato. Stiamo cercando di cambiare una serie di relazioni che storicamente hanno guidato il sistema italiano. In questo sono assolutamente colpevole, stiamo cercando di cambiarlo, di aggiornarlo e di renderlo competitivo. Non si può confondere con un insulto all'Italia. Anzi vogliamo più bene noi all'Italia in questo senso cercando di cambiarla. Il vero affetto è cercare di fare crescere le persone e farle crescere bene, stiamo cercando di farlo a livello industriale. Il fatto che sia un modo nuovo non lo metto in dubbio e nemmeno che sia dirompente perchè cambia il sistema delle relazioni storiche, ma che in questo si veda una mancanza di affetto verso l'Italia è ingiustificato. È uno sforzo sovraumano, non lo farebbe nessun altro».

BERSANI E RENZI !! Mettetevi d'accordo !!

Il " leader " del Pd Pier Luigi Bersani, ai microfoni del Tg3, a proposito delle ultime dichiarazioni dell'amministratore delegato Fiat : «Marchionne saprà pure prendere la misura alle auto, ma misurare le parole non lo sa fare». Bersani chiede a Marchionne di spiegare come investirà i 20 miliardi promessi nel piano Fiat. Di parere diametralmente opposto al segretario è Matteo Renzi, sindaco di Firenze, che ai microfoni del TG LA7 dichiara: «Io sono dalla parte di Marchionne. Dalla parte di chi sta investendo nelle aziende quando le aziende chiudono. Dalla parte di chi prova a mettere quattrini per agganciare anche Mirafiori alla locomotiva America». «Andrò alla direzione di giovedì - aggiunge il sindaco di Firenze, leader dei «rottamatori» - ma spero che Bersani non chiacchieri di aria fritta, ma dei problemi degli italiani. Non chiacchieri dell'inciucio con Fini, ma del futuro del Pd. Il Pd è credibile - incalza - se smette di inseguire i falsi problemi. Provi concretamente a dire che se Berlusconi ha fallito ci dica quali sono le nostre soluzioni per ripartire.

domenica 16 gennaio 2011

SICILIA REGIONE AUTONOMA? STA MINCHIA !!!

Vorrei fare un accenno alla Regione Autonona Siciliana. Autonoma? Forse, ma con i denari di tutte le altre regioni, anche dei nostri, dei tuoi..
 Forse non tutti sanno che, come prevede l'art.38 dello Statuto Regionale, lo Stato versa annualmente alla Regione, a titolo di solidarietà nazionale, una somma da impiegarsi, in base ad un piano economico, nella esecuzione di lavori pubblici. Questa somma tenderà a bilanciare il minore ammontare dei redditi di lavoro nella Regione in confronto della media nazionale. Vuoi sapere quanto? Non sono cazzi tuoi.
Questo fu scritto nel 1946, ancor prima del referendum per Repubblica o Monarchia, almeno credo. Forse non tutti sanno che la Regione Sicilia corrisponde uno stipendio ad oltre 144.000 persone; che il relativo costo è cresciuto del 38% in soli quattro anni. 817 MILIONI di euro annui sono i compensi per i dipendenti della Regione sicula. Forse non tutti sanno che in Lombardia c'è un dipendente della Regione ogni 2500 abitanti, mentre in Sicilia uno ogni 239. Come mai ? Una sproporzione spaventosa. Non sarebbe uno scandalo se costoro si mantenessero da soli. E', invece, uno scandalo la "puntura" di 4 miliardi di euro che il governo Berlusconi ha inviato laggiù circa un anno e mezzo fa. E' uno scandalo la costituzione di un partito del Sud, non perchè m'infastidisca la loro autonomia, anzi...ma perchè la suddetta autonomia è fasulla, finta, fantomatica. Questa non è un'autonomia, è una presa per il culo. I consiglieri siciliani guadagnano più dei senatori della Repubblica, ecc. ecc. Non lamentiamoci poi se sta crescendo un concreto desiderio di secessione da spaccare in due il paese. Ben venga il Federalismo, ma non credo che risolverà tutte queste simili vergogne.
Marco Chierici http://www.marcochierici.com/